Docenti del Majorana a lezione di “flipped classroom”

Continua al Majorana la formazione dei docenti, nell’ambito del progetto nato in collaborazione con l’Eni, per arginare il fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica. I protagonisti saranno i giovani studenti, iscritti al biennio degli indirizzi professionali dell’Istituto Majorana di Gela, diretto dalla Prof.ssa Carmelinda Bentivegna. I docenti, dal canto loro, facilitatori del processo d’apprendimento, hanno partecipato a 3 giorni di formazione intensa, per acquisire nuovi metodi e strategie di intervento da attuare in classe per una didattica innovativa.

L’Istituto Scolastico Majorana, grazie al progetto Eniscuola, ha dato il via ad una “didattica 2.0”, meno trasmissiva e più collaborativa che costituisce occasione di arricchimento culturale per alunni e per i docenti, che guardano con interesse al nuovo modo di insegnare. La percentuale di abbandono, lo scorso anno, si è notevolmente ridotta e, in questo nuovo anno scolastico, saranno coinvolte anche le classi seconde, indirizzo professionale.

Il progetto educativo, in collaborazione con Eniscuola, mira a creare condizioni e ambienti di apprendimento favorevoli a stimolare il processo di apprendimento dello studente, anche attraverso la «flipped classroom» in cui in classe gli studenti sperimentano, collaborano, svolgono attività laboratoriali creando una sinergia dialogica con il loro insegnante.

La flipped classroom può aiutare gli studenti a leggere la scuola come un luogo che progetta, liberando il tempo d’aula per attività individuali e di gruppo in cui affrontare problemi concreti e produrre risultati osservabili. Credo fortemente in questo modo di operare, afferma la Dirigente Carmelinda Bentivegna, la conoscenza si attua attraverso nuovi canali, attività collaborative di studio, di creazione di documenti, sia on-line (attraverso le varie piattaforme di e-learning) che in aula, e l’alunno diventa protagonista dell’apprendimento. Questo nuovo modo di operare avverrà in un’aula flessibile e aperta che riesce ad estendersi oltre i confini spazio-temporali grazie al supporto delle tecnologie. I computer, i tablet, la LIM e la rete divengono elementi abituali della pratica didattica.

La sfida è quindi quella di accentuare la dimensione formativa del primo biennio; di puntare sulla motivazione, sul recupero e sul potenziamento delle competenze di base, attraverso una nuova didattica multimediale e laboratoriale.