Docenti ed educatori, un’unica voce: “Ritiro del Ddl Buona Scuola”

Ritiro del Ddl Buona Scuola. Questo è quanto chiedono docenti, personale educativo e Ata al governo Renzi. Un Ddl che elimini i diritti acquisiti dai precari, e che vedrebbe buttare al vento anni e anni di sacrifici, tra laurea, concorsi superati per conseguire l’abilitazione e accesso alle Gae, corsi di specializzazione e supplenze.

Del resto quando uno sciopero coinvolge 600.000 lavoratori di uno stesso settore, il governo non può nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e andare avanti lo stesso per la sua strada. É questa l’opinione generale dei precari. Molta la rabbia e l’insoddisfazione per ciò che sta accadendo nelle aule  del Parlamento con il Ddl Buona Scuola, che è stato approvato sabato scorso, in fretta e furia dalla VII commissione cultura, con cambiamenti irrisori.  

Ciò che non piace ai docenti, agli educatori e  a tutto il personale scolastico è questo atteggiamento anti-democratica del premier Renzi, che  dimostra di non voler ascoltare la volontà popolare. Da ieri la pagine del premier è stata invasa da commenti contro il partito che lui rappresenta.

Su Facebook, si sono costituiti gruppi con migliaia di iscritti, contro La Buona scuola, come Gae in ruolo, o come il gruppo degli educatori, ingiustamente esclusi dal piano assunzioni. Si sono organizzati dei gruppi che raccolgono adesioni per un referendum abrogativo, visto che il governo si è dimostrato completamente sordo alla voce del popolo. Si è costituito anhe il gruppo social ‘Pronti per raccolta firme referendum abrogativo Ddl La Buona Scuola’che conta 15.000 adesioni ma che sta crescendo, ora dopo ora. Tutto questo forse il Premier lo aveva sottovalutato