Docenti San Francesco: revisionare il piano di dimensionamento delle scuole del centro storico

Per il  collegio dei  docenti dell’Istituto comprensivo “San Francesco”, diretto dalla dirigente Giovanna Palazzolo, sono parecchie le criticità emerse dal piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica della città di Gela, per l’anno scolastico in corso, con particolare riferimento al centro storico. I docenti ne chiedono una revisione. La necessità di una razionalizzazione della rete scolastica nella città di Gela è scaturita dal dimensionamento di due istituzioni scolastiche del centro storico: il primo e il terzo circolo didattico.

Negli ultimi anni è avvenuto, a causa dell’edificazione di nuovi quartieri residenziali a nord della città, un progressivo spopolamento del centro storico. Tale processo, ha determinato un calo nella popolazione scolastica di questi quartieri. Per i docenti della San Francesco “sarebbe stato sufficiente che il terzo circolo (Santa Maria di Gesù e plesso Benedettine) venisse aggregato alla già esistente istituzione scolastica Istituto comprensivo San Francesco, e che il primo circolo (Antonietta Aldisio) venisse aggregato alla Scuola media Ettore Romagnoli,  così da permettere a ciascuna scuola di operare mettendo a frutto il lavoro e i sacrifici profusi dagli operatori scolastici in tanti anni”. 

Il piano proposto dall’amministrazione invece prevede l’istituzione di tre istituti comprensivi ex novo e la fusione di due istituti comprensivi.

L’Istituto comprensivo “Centro Storico”, come risultato della fusione delle due istituzioni scolastiche sottodimensionate, il primo e il terzo circolo didattico, private di qualche plesso. Tale istituto comprensivo, nella fase iniziale, comprenderebbe 254 alunni di scuola dell’infanzia, 588 alunni di scuola primaria e nessun alunno di scuola media. 

L’stituto comprensivo “Cantina Sociale”, come risultato dell’accorpamento dei plessi “Cantina Sociale” e “Nicholas Green”. Tale Istituto comprensivo, nella fase iniziale comprenderebbe 267 alunni di scuola dell’infanzia, 608 alunni di scuola primaria e 180 di scuola media.

L’Istituto comprensivo “Don Milani” come risultato dell’accorpamento del plesso “Don Milani” del plesso “Giovanni XXIII”. Tale Istituto comprensivo, nella fase iniziale, comprenderebbe 408 alunni di scuola dell’infanzia, 451 di scuola primaria e 180 alunni di scuola media.

L’Istituto comprensivo “Quasimodo-Verga” come risultato della fusione degli Istituti comprensivi “Quasimodo” e “Verga”, privati di alcuni plessi. Tale Istituto comprensivo, nella fase iniziale, comprenderebbe 149 alunni di scuola dell’infanzia, 311 di scuola primaria e 702 alunni di scuola media.

Secondo il collegio dei docenti i nuovi istituti comprensivi non rispettano le indicazioni di impongono l’equilibrio che si realizza quando i 3/11 degli alunni sono di scuola dell’infanzia, i 5/11 si scuola primaria e i 3/11 di scuola media.

“La nostra attenzione – hanno comunicato i docenti – è stata richiamata  soprattutto dalla creazione di un nuovo istituto comprensivo nel centro storico, che andrebbe ad intaccare le utenze di scuola media dell’Istituto comprensivo San Francesco e della scuola media E. Romagnoli. A nostro avviso – continuano i docenti – la creazione di un nuovo istituto comprensivo in questo territorio creerebbe disagio alle istituzioni scolastiche storicamente consolidate, le quali si troverebbero nella condizione di attingere alunni dallo stesso territorio, che come già detto, si trova “svuotato” di bambini e ragazzi in età scolare che va dai 3 ai 14 anni”. 

Il piano, secondo i docenti, porterà allo “smembramento di istituzioni scolastiche storiche, con conseguente frantumazione di comunità professionali consolidate”.

 

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