Dodicesimo giorno di presidi: lavoro è dignità, non vogliamo assistenzialismo. Annunciate azioni eclatanti

Per il dodicesimo giorno, non hanno avuto tregua nemmeno oggi, sabato, i presidi da parte dei lavoratori dell’indotto. Gruppi di operai stazionano nei due ingressi principali della raffineria. Infatti da ieri i blocchi hanno riguardato l’ingresso delle attività produttive, impedendo ai lavoratori del diretto di poter entrare all’interno dello stabilimento. I lavoratori annunciano azioni eclatanti, in quanto il risultato ottenuto nell’incontro del 27 gennaio scorso al Ministero del Lavoro, non li ha soddisfatti minimamente. “Senza lavoro non abbiamo dignità”, affermano in coro. Il prolungamento degli ammortizzatori sociali fino ad aprile e comunque fino a quando non inizieranno i cantieri, non era la risposta che i lavoratori avrebero voluto sentire. Di tutt’altro parere il sindaco Domenico Messinese, che ha giudicato l’esito del vertice romano, con i sottosegretari e i dirgenti del ministero, in maniera positiva. Il tutto dipende dalle autorizzazioni che devono ancora essere rilasciate dal Ministero dell’ambiente, e solo dopo si avvieranno i cantieri sia per la riconversione che per le bonifiche. Gli ammortizzatori erano già previsti dal protocollo di Intesa sottoscritto il 6 novembre 2014. Questo quanto affermato ieri dal primo cittadino. Ma nè lavoratori, nè sindacati ci stanno. Per Gela è necessario avviare immediatamente il decreto di Area di crisi complessa, e di Zona franca, solo così si avvieranno gli investimenti. Sono di questi che la città ha bisogno   per decollare.