Domande aperte ai candidati a sindaco per capire se la nostra salute è in buone mani

Le elezioni di questo Maggio sono sicuramente tra le più importanti della storia di Gela. Il nuovo sindaco dovrà guidare la città in un periodo di transizione da un’economia basata sulla raffinazione a qualcos’altro che non si riesce ancora a capire bene. E’ bene che il futuro sindaco sia una persona preparata e con un piano preciso, già da ora. Per dimostrare questo, tutti i candidati a sindaco hanno l’obbligo di farsi mettere alla prova dai cittadini e rispondere ad ogni singola domanda. Le domande che riporto qui sono in particolare concentrate sulla cosa più importante che abbiamo, la salute. Mi auguro che, da parte dei cittadini e della stampa, arrivino altre sollecitazioni del genere, anche su altri temi. L’idea è che non bisogna lasciare spazio ai candidati di fare i loro lunghi discorsi annacquati in politichese. Bisogna porre loro domande precise e pretendere domande precise. Come in un’interrogazione a scuola. Quando lo studente non ha studiato e comincia a tergiversare, la maestra se ne accorge e mette un cattivo voto. Adesso, i candidati sono gli studenti, i cittadini sono i maestri. Tutti dobbiamo essere pronti a dare cattivi voti e far uscire di scena coloro che non hanno preso sul serio la corsa elettorale.

1. Sig. candidato sindaco, vuole che si ricominci la raffinazione a Gela oppure no?

Un vecchio detto, molto saggio, recita: “la salute prima di tutto”. E se noi vogliamo mettere la nostra salute al primo posto, dobbiamo considerare che il processo di raffinazione non emette essenza di rose, ma, al contrario, veleni. Nel 2013 l’Eniè stato condannato a risarcire alcuni automobilisti perché i fumi industriali ne avevano corroso la carrozzeria. E figuriamoci cosa succede al nostro corpo! Ancora qualcuno pensa “non c’entra l’Eni, le malattie ci sono ovunque”. Il fatto è che bisogna considerare quante ce ne sono.  Tanto per dare qualche numero, secondo uno studio commissionato dal Procuratore della Repubblica di Gela e effettuato da ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche,  i casi di ipospadia sono due volte più frequenti rispetto alla media nazionale ed europea, abbiamo il 20% di tumori e il 40% di malattie cardiovascolari in più rispetto ai paesi più lontani. Perché ci sono più malattie? E’ un caso? Siamo nati più sfortunati degli altri? Per chi ancora avesse dubbi, il nesso tra attività industriali e malattie e malformazioni a Gela è stato messo in luce nell’ambito di un recente processo. D’altronde, non c’è da stupirsi, considerato che l’Eni di Gela è stato il terzo impianto più inquinante d’Italia, secondo la European Environment Agency.

Tuttavia, c’è ancora chi pensa che la raffinazione sia l’unico modo per avere il lavoro. Per questo, se un candidato dicesse chiaro “no alla raffinazione”, rinuncerebbe a una grandissima fetta di voti. Di conseguenza, alcuni candidati hanno ritenuto più conveniente mostrarsi pro-raffinazione. Lei è avido di quei voti?

 

2. Sig. candidato sindaco, se lei è a favore della raffinazione, pensa che possa esistere un processo di raffinazione che non ci faccia ammalare?

Visto che stiamo parlando di cose che riguardano la nostra pelle, l’approssimazione e i discorsi in politichese non sono tollerati. Se pensa che possa esistere una raffinazione non dannosa, ci porti dati scientifici, pareri di esperti e esempi attuali che lo dimostrino. Tutti sappiamo che, seppure la raffinazione sia una sporca cosa, da qualche parte bisogna pure farla. E’ comprensibile che questo avvenga lontano dai centri abitati, ma è possibile farlo a Gela, in cui l’industria è a due passi dalle nostre case?

 

3. Sig. candidato sindaco, se lei è a favore della raffinazione, come pensa di convincere l’Eni a ritornare sui suoi passi?

L’Eni stesso ha ammesso di aver perso 2 mld di euro nelle attività di raffinazione a Gela. Pertanto, per quale motivo dovrebbe rituffarsi in un’attività in perdita? Anche in questo caso, non sono accette risposte in politichese. Se lei è convinto di poter convincere l’Eni a ricominciare la raffinazione, ci dica come. Ci dica quali sono gli strumenti normativi (vogliamo le leggi esatte) che possano costringere un’impresa a fare quello che vuole un sindaco.

 

4. Sig. candidato sindaco, se lei promette il ritorno alla raffinazione, come si difende dalle accuse di voler lucrare sulla disperazione della gente in difficoltà lavorativa per ottenere facilmente i loro voti?

Visto che molti padri di famiglia  sono disperati e senza lavoro, promettere loro un ritorno alla raffinazione permette, facile facile, di accaparrarsi il loro voto. Lo capisce anche un bambino. Visto che l’Eni ha deciso di smettere e che difficilmente cambierà idea, quello che alcuni elettori più smaliziati pensano è che lei stesso sa che non potrà mai avverare la promessa di un ritorno alla raffinazione, ma la usa solamente per fare incetta di voti, in modo molto sporco, visti i dati sulla mortalità e la morbosità gelesi. Come risponde a questi elettori smaliziati?

 

5. Sig. candidato sindaco, ci spieghi quali sono i punti deboli e i punti forti dell’accordo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) il 6 Novembre 2014, che riguarda la riconversione dell’impianto industriale di Gela?

 

6. Sig. candidato sindaco, lei è a favore della bonifica? Se si, ci spieghi esattamente 1) quali zone ritiene si debbano bonificaredi preciso, 2) in quali modi (ci dica i nomi delle tecniche che conosce), 3) con quali fondi, 4) chi ritiene siano i soggetti responsabili di mettere in atto la bonifica, 5) qual è l’investimento totale stimato?

E’ facile essere d’accordo sulla necessità di una bonifica. Più difficile darle un significato concreto. Ritengo che il candidato a sindaco debba sapere per filo e per segno tutti i particolari sulla bonifica che intende sbandierare. Se non lui in persona, almeno devono esistere attorno a lui dei collaboratori altamente qualificati che conoscano i particolari. Se questi particolari non sono conosciuti alla perfezione dal candidato, allora non può ritenersi degno di prendersi la responsabilità della nostra salute e del nostro futuro economico. Qualora il candidato riesca ad individuare i soggetti responsabili della bonifica, è importante che egli citi i riferimenti normativi che obbligano tali soggetti a intervenire. Insomma, un sindaco forte e deciso non può dire a questi soggetti “per piacere, intervenite”, ma deve ordinare loro “intervenite, in quanto la legge X vi obbliga a farlo e non vi potete tirare indietro se non volete conseguenze penali”.

Il nostro territorio è pesantemente compromesso. Una commissione parlamentare di inchiesta ha individuato nelle falde acquifere e nel suolo di Gela le seguenti sostanze riconducibili ad attività industriali: metalli pesanti (arsenico, selenio, mercurio, nichel, piombo, cadmio, ferro e manganese), idrocarburi aromatici, composti clorurati cancerogeni, ammoniaca, benzene, toluene e policlorobifenili (PCB), ecc…. Per quanto riguarda l’arsenico, in particolare, i dati dello studio Sepias, riferiscono che riferisce che il tasso di arsenico nelle acque di falda arriva fino a 25000 volte il limite normativo1 e nel suolo è 1,5 volte il limite. Nel 2010 la raffineria di Gela ha emesso2 in atmosfera 32 kg di arsenico e 1,52 tonnellate nelle acque. Più della metà3 del campione gelese ha un tasso di arsenico Asi nelle urine superiore alla soglia raccomandata4 e stiamo messi peggio di Taranto5. Il tasso di arsenico nelle acque ad uso civile é6 di 4 volte superiore ai limiti di legge, e siamo in eccesso di 2,5 volte il massimo che un essere umano può tollerare7 secondo la FAO. Come il candidato sindacointende riportare la situazione alla normalità? Ci sono esempi di risanamento riusciti in altre realtà del mondo? Un risanamento è possibile o siamo spacciati per sempre?

 

7. Sig. candidato sindaco, a proposito di bonifiche, ritiene che l’accordo col Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) vada nella giusta direzione?

Nella risposta, bisogna tenere presente che l’unica area che si intende bonificare nell’accordo è la discarica di fosfogessi e prevede un investimento di 200 mln di euro (si legga il punto 3.5 dell’accordo). Nient’altro. Inoltre, un accordo di riconversione come quello in questione, potrebbe essere una scusa per poter sfuggire a una bonifica seria. Infatti il comma 9 dell’Art.57 della Legge 4 Aprile 2012, n.35 dice che, “nel caso di attività di reindustrializzazione dei siti di interesse nazionale (SIN), i sistemi di sicurezza operativa già in atto possono continuare a essere esercitati senza necessità di procedere contestualmente alla bonifica […]”. Quindi l’Eni o il Ministero o chi per loro, con questa scusa della riconversione non hanno l’obbligo di bonificare seriamente. Quindi si potrebbe pensare che l’Eni decide di bonificare solo la discarica fosfogessi, tanto per dare un contentino e mostrare il suo viso buono, sfuggendo invece a una bonifica seria. Lei è d’accordo con questa lettura dei fatti?

 

8. Sig. candidato sindaco, nell’accordo del MISE, l’Eni si impegna a versare un massimo di 32 mln di euro per la riqualificazione. Ci dica gli interventi che intenderebbe realizzare con tali somme, accompagnando ciascuno degli interventi con la cifra necessaria ad implementarlo.

A riguardo dei 32 mln di euro, guardi il punto 6.2 dell’accordo. A margine, bisogna anche notare che il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso a Porto Marghera dei fondi di 102 mln di euro per la sua riqualificazione. Perché il Ministero non ha dispensato nulla per noi? Perché i nostri rappresentanti non lo hanno reclamato? Pensa che possiamo pretendere qualcosa dal Ministero dello Sviluppo Economico?

 

9. Sig. candidato sindaco, l‘iniziativa di Legambiente, chiamata Goletta Verde, ha assegnato la “bandiera rossa” al mare di Gela nel 2014, classificandolo come “Fortemente inquinato”. Ritiene che sia possibile riuscire ad avere una bandiera verde? In quanti anni? Con quali procedimenti tecnici? Ha esempi di risanamento riuscito a cui ispirarsi?

Il punto di osservazione di Goletta Verde è la foce del torrente Gattano, in zona Macchitella, dove il depuratore è al centro di un’ inchiesta giudiziaria. Nel 2012 l’Unione Europea aveva stanziato 1 mld di euro per la Sicilia per adeguare la rete fognaria alle norme di legge. La regione non è stata in grado di presentare dei progetti e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deciso di esautorare il governo siciliano e inviare un commissario. Di questo stanziamento, 4 milioni e mezzo di euro erano stati destinati a Macchitella. Abbiamo un progetto pronto per Macchitella o ci faremo sfuggire questa opportunità di finanziamento? Inoltre quanto appena detto riguarda solo l’inquinamento per scarichi civilli. Per l’inquinamento industriale il discorso diventa probabilmente ancor più complicato. Come pensa di risolvere l’inquinamento da scarichi civili e industriali?

 

10. Sig. candidato sindaco, sono stati commissionati diversi studi di monitoraggio ambientale di cui ancora la popolazione non ha i risultati. Crede sia possibile ottenerli? Con quali mezzi legali intende farlo?

Ovviamente, non basta chiedere ai responsabili di questi studi “per piacere, ci date i dati”. Ci deve indicare con quali mezzi legali pensa di ottenere tali dati. Gli studi a cui mi riferisco (si veda la sezione 8.9.2 della relazione della relazione della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti) sono:

  • Uno studio sui tassi di malformazioni, sulla contaminazione di flora, fauna e catena alimentare, finanziato per 5 mln di euro e coperto da segreto istruttorio dalla Procura della Repubblica fin dal 2008. 

  • Monitoraggio del Biviere, finanziato con 1 milione di euro, cominciato nel 2011, di cui ancora non si sa nulla

  • Monitoraggio dei fiumi Gela, Dirillo e torrente Gattano, finanziato con 90 mila euro. 

 

11. Sig. candidato sindaco, ritiene sia utile mettere in campo sistemi che permettano ai cittadini di essere informati, in modo trasparente, dei dati sull’inquinamento dell’aria, delle falde e delle acque? Se si, quali sistemi ha in mente di preciso? Quali investimenti sono necessari per implementarli?

Il cittadino può già monitorare alcuni dati sulle acque balneari dal portale acque e  i dati sull’inquinamento atmosferico dal sito dell’Arpa Sicilia. Ritiene che i due sistemi siano sufficienti? Se no, quali sono i punti deboli? Come avrebbe intenzione di potenziarli? Faccio notare che il sito dell’Arpa riporta solo i dati delle stazioni “Ex-Autoparco” e “Parcheggio AGIP” e riguardanti solo i livelli di benzene, senza riferimenti a SO2, CO, NO2, … Inoltre, su due anni di registrazioni mancherebbero dati su oltre 250 giorni.

 

Riferimenti

1 Si veda la sezione “Sintesi” di Sepias.

2 La Sezione “Sintesi” di Sepias riferisce che questi valori sono stati  segnalati dalla European Pollutant Release and Transfer Register.

3 67% secondo la sezione “Sintesi” di Sepias.

4 Raccomandata dalla Società Italiana Valori di Riferimento (S.I.V.R.), società i cui membri sono direttori di A.S.L., docenti universitari, ricercatori.

5 Il cui tasso è 58%

6 Vedi Allegato 1 di Sepias.

7 Secondo quanto riportato dall’Allegato 14 di Sepias, la FAO e la World Health Organization affermano che 15ug/Kg è la massimo apporto tollerabile e che i limiti di legge italiani sono di 10ug/Kg. A Gela si riporta una concentrazione maggiore di 40 ug/Kg.