Domenica Live: Messinese grida la crisi di Gela, ma agli ospiti interessa solo il Caso Quarto e lo strascico sul M5S

 “Vado avanti per la mia strada, voglio fare gli interessi dei gelesi e non del Movimento cinque stelle”, questo ha gridato il sindaco Domenico Messinese, a Domenica Live, dove é stato ospite di Barbara D’Urso, assieme ad Alessandra Mussolini, Vittorio Sgrabi,  il blogger del M5S Daniele Martelli, e Andrea Romano del Pd. “Sono stato espulso perché ho allontanato tre assessori che fanno riferimento alla famiglia del deputato nisseno Cancelleri”. Ha esordito il sindaco di Gela che ha sottolineato come i deputati regionali e nazionali del movimento si siano fatti sentire solo quando ha licenziato i tre assessori, rimanendo in silenzio di fronte a 3000 persone che hanno perso il lavoro a causa di un protocollo che finora non è stato rispettato. “Io ho parlato con Eni per risolvere i problemi della città, e questo lo aveva detto anche Di Maio quando è venuto a Gela in campagna elettorale”. Ma dei problemi di Gela, gridati dal sindaco,  agli ospiti presenti poco è importato. Tutti a dimostrare come lo sbandierato “patentino dell’onestà” del Movimento cinque stello sia venuto meno con il caso del sindaco di Quarto Rosa Capuozzo e  il presunto voto di scambio fra esponenti della malavita locale e candidati a 5 Stelle.  “Che i cinque stelle abbiano perso la purezza?”, “I grillini sono tutti duri, puri, onesti, trasparenti, perfetti, al di sopra di ogni sospetto, sono loro i depositari della morale oppure sono come tutti gli altri degli altri partiti? “. Su questoi interrogativi si è basato il confronto tra gli ospiti, politici e giornalisti, tutti a gettare fango al movimento grillino, dopo gli scandali, a cominciare da Quarto, che lo stanno travolgendo. In effetti i  fatti di Quarto rappresentano la peggiore crisi da cui i Cinque Stelle di Grillo siano stati investiti fin dalla loro nascita È uno sfregio all’immagine costruita in oltre due anni e un danno possibile anche in termini elettorali.
 E intanto il sindaco di Gela  continuava a gridare della grave crisi economica che sta attraversando la città. “Renzi dice che a Gela i problemi sono stati risolti, ma lo invito ad avere un confronto per mostrargli come la città sta morendo”. E sulla sua espulsione dal movimento? Il sindaco ha spiegato che la sua epurazione sia stata conseguenza del licenziamento dei tre assessori che facevano “non gli interessi della città, ma gli interessi di qualcun’altro”. “Gli assessori non sono votati dai cittadini, devono avere la fiducia del sindaco. Nel momento in cui la fiducia è venuta a mancare – ha spiegato Messinese – li ho allontanati”. E ha continuato:”Non sono un politico ma mi sono candidato a sindaco di Gela per mettermi a disposizione del mio territorio, perché credevo che la mia città ne avesse bisogno.  Ci si concentra sul licenziamento di tre assessori non votati dai cittadini e non si parla della città di Gela che sta letteralmente morendo”. Il sindaco ha  sottolineato come sia stato lui ad essere stato votato. “Su trenta consiglieri solo cinque appartengono al Movimento cinque stelle, e la mancanza di una maggioranza è uno dei motivi per il quale non sono stato sfiduciato, oltre al fatto che devono passare almeno 24 mesi dall’inizio del mio incarico”.  Il sindaco, licenziato dal Movemento per  via mail, ha sbandierato  la sua determinazione :“La città ha scelto me a prescindere dal simbolo elettorale, lo hanno dimostrano i risultati elettorali. Io vado avanti. 

 

 

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