Domenico Messinese: il porto di Gela necessita di un progetto, non di interventi in emergenza

Secondo il portavoce del Movimento Cinque Stelle e candidato a sindaco Domenico Messinese, potrebbe essere imminente la chiusura della struttura portuale da parte della Capitaneria di Porto. “Questa situazione – comunica Messinese – è dannosa per due aspetti. Sicurezza, perché i mezzi di supporto alla raffineria, e alle tre piattaforme petrolifere presenti nel golfo di Gela, sono costretti a migrare in altri approdi più lontani con maggiori tempi di intervento, e in caso di incidente la rapidità è fondamentale per evitare disastri. Economico, poiché l’intera economia, sia essa destinata alla pesca o al diporto, viene a morire con la perdita di importanti posti di lavoro. Un’infrastruttura come il porto rappresenta un mondo complesso, dove sicurezza, lavoro e sviluppo si uniscono per dare vita ad una città evoluta”.  Messinese aggiunge che ieri alla  Commissione Ambiente dell’Ars si è chiesto  l’ennesimo intervento in emergenza sul porto di Gela per evitare che la sabbia divori il porto e la sua economia. “Non si è  chiesto informazioni precise sullo stato del progetto del futuro porto di Gela, né ha preteso che il progetto venisse avviato al più presto con il reperimento dei fondi necessari; ha timidamente fatto istanza ai tecnici dell’Ars per avere un intervento d’urgenza, non strutturato, né risolutivo. Un intervento non strutturato che sembra più volto a permettere ad ENI di spedire le camere coke in altro sito che soddisfare le esigenze portuali di Gela.   Circa un anno fa successe più o meno la stessa cosa, con un intervento a carattere di emergenza ed urgenza di dragaggio del porto che permise all’ENI di far entrare nel porto i due “suppostoni”.  E che dire della copertura finanziaria di queste opere, somme distratte dalla Protezione Civile dai fondi destinati alla bonifica del territorio gelese”.  “Ci vediamo costretti – aggiunge Messinese – ad accertare ancora una volta il fallimento di una politica che non ha lavorato per la città, che non ha costruito nulla sul lungo periodo, ma che con lo strumento delle urgenze naviga a vista senza pensare davvero ad un progetto complesso di sviluppo. Forse nei prossimi mesi vedremo qualche draga smuovere il fondale oleoso del porto di Gela o spostare qualche masso. Ma tutti questi interventi non sono la realizzazione di un progetto di rinascita del porto, sono solo l’ennesima toppa d’emergenza posta per rallentare l’agonia del porto di Gela e per agevolare interessi di natura privata e non pubblica. Una struttura che il Movimento Cinque Stelle di Gela ha già fortemente attenzionato, con la realizzazione di un progetto importante che consentirebbe un forte rilancio dell’economia portuale gelese”