Donne in piazza Municipio: le nostre lotte per sopravvivere in una città in crisi

 
Insieme per quel lavoro che non c’è e senza il quale non si ha nessuna dignità. Lo sanno bene le donne di Gela, città che ha una altissima percentuale di disoccupazione femminile. Stamattine le donne del Movimento Rosa, con quelle del Comitato delle mogli degli ex operai dell’indotto, accompagnate dal Comitato Gelensis Populus, e dalle studentesse di Gela, sono state presenti in piazza Municipio per sottolineare le lotte che le donne della città, in una situazione di disagio economico, devono fare ogni giorno per cercare di trovare quell’equilibrio familiare che senza introiti al mese viene minato minutamente. 
Con loro gli otto cartelloni, ognuno dei quali ha simboleggiato la violenza non solo fisica ma anche psicologica che le donne sono costrette a subire.
 “Contro la crisi e contro la violenza di genere”, è stato questo il messaggio delle donne presenti in piazza San Francesco. “Otto cartelloni in silenzio, in quanto non  vi è nulla da festeggiare. C’è una grande crisi in città, siamo donne senza lavoro e senza prospettiva, disoccupate, precarie. Chiediamo i nostri diritti”. Ha detto Marisa Bevilacqua, portavoce del comitato delle ex mogli dell’indotto.
“Stare accanto a dei mariti che non hanno lavoro è difficoltoso. Impatto economico e psicologico, che incide sulla vita familiare. È una grande responsabilità per noi che dobbiamo dare anche un clima di serenità ai nostri figli. Purtroppo senza denaro si è nervosi e spesso le piccoli liti possono sfociare in violenza vera e propria”. Ha detto Marisa Bevilacqua. 
Con loro stamani anche i sindacalisti Ignazio Giudice, segretario della Cgil, e Angelo Sardella della Cisl.
“È importante – ha riferito Marisa-  che il sindacato mostri la vicinanza a noi donne che da mesi stiamo portando avanti la battaglia per i nostri mariti disocupati e per cui non vi è finora nessuno spiraglio”.  
“La donna dà la vita e noi dobbiamo vita a questa città, che non ha più lavoro”. Ha detto Ilenia.
Per la rinascita della città di Gela c’erano stamani le donne, mamme, nonne, lavoratrici e disoccupate del Movimento Rosa. 
“La donna è quella che soffre maggiormento in un contesto di difficoltà economiche. Non avere nemmeno un euro per comperare il panino ai propri figli, significa non avere dignità. Qui è tutto fermo, non solo l’Eni. Tutti i settori sono in sofferanza” Ha detto Brancacci Angela portavoce del movimento. 
“In tante possiamo fare tanto”, ha sottolineato la Brancacci. 
“La città si è svuotata, le attività commerciali stanno soffrendo. Non possiamo rimanere indifferenti. Dobbiamo lottare per i nostri figli, e non possiamo permetterci che qui rimangano solo gli anziani”. Ha detto Angela Maganuco, commerciante nel centro storico.
A rispondere all’invito del comitato delle donne il Comitato Gelensis Populus.
“Siamo solidali con le donne, e vicino a loro. Donne che nonostante le difficoltà sono ancora qui a protestare in maniera pacifica contro una politica che per l’ennesima volta non è in grado di dare risposte, e si presenta inadeguata. Quelle che vediamo qui sono donne serie che hanno ancora la capacità di andare avanti”. Ha detto Liliana Bellardita portavoce di Gelensis Populus. 

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