Dopo due anni, restituita ai fedeli la Chiesa Madre

Dopo due anni di lavori di riqualificazione, restituita ai fedeli della città  la Chiesa Madre. Ieri sera, una lunga processione partita dalla Chiesa del Rosario, ha raggiunto il portone della Cattedrale, aperto con grande commozione da Mons. Rosario Gisana. Presente anche il Vicario Foraneo Michele Mattina e mons. Grazio Alabiso che è stato ringraziato dal primo cittadino Angelo Fasulo, per aver seguito i lavori di ristrutturazione. “La chiesa rinnovata rappresenta una nuova svolta per la città di Gela. Questo è il tempio che accoglie il sacrificio di Dio e punto di riferimento dei fedeli”. Ha detto Mons. Gisana . Mons. Alabiso nel suo intervento ha messo in evidenza come grazie alla Provvidenza si siano potuti realizzare i lavori, che hanno portato alla luce cripte del ‘700. I lavori hanno interessato la sostituzione del pavimento, il ripristino di stucchi e pietre della facciata esterna, oltre alle dorature dentro la Chiesa, che il tempo aveva cancellato. I lavori continuano ancora sul tetto per la presenza di infiltrazioni. “È stata una grande emozione varcare la soglia della Chiesa – ha detto il sindaco – Grazie al nostro Vescovo per aver impreziosito con la sua presenza e la sua riflessione questo momento di festa dell’intera città. I lavori sono stati seguiti dall’ing. Stefano Sammartino e dall’architetto Ennio Turco, direttore del parco archeologico di Gela. La Chiesa Maria Assunta in cielo è un patrimonio storico per la città, risalente al 1760, presenta all’esterno colonne doriche e ioniche. L’interno è caratterizzato da una pianta a croce latina con schema basilicale e cupola ed è sudiviso in tre navate da pilastri e arcate neoclassiche, decorate in oro zecchino. Durante gli ultimi lavori sono venute alla luce, oltre alle cripte del ‘700 con ancora diversi cadaveri, anche scheletri e centinaia di cocci di epoca greca.