Dopo protocollo Eni, sindacati non più credibili. Primo maggio? Solo scampagnata e mare

Dure le parole sottoscritte da Emiliano Moscato, Segretario Cittadino del Partito del Popolo delle Partite Iva, sulla giornata del Primo maggio che ricorda le tante lotte operaie per ottenere i diritti sul lavoro, e le rivendicazioni sindacali.

“Non vi è continente in cui non si celebri il 1° Maggio  Festa dei Lavoratori. Dal 1867 ad oggi questa è la data in cui contemporaneamente nel mondo si vogliono ricordare  le lotte fatte e i diritti conquistati: dalle ore di lavoro giornaliere ai diritti delle donne lavoratrici; le ferie ed i permessi di lavoro; la malattia. Meriti che i lavoratori riconoscono ai sindacati che scendevano in prima linea per difendere anche un solo lavoratore, che si giocava la vita per un diritto ( strage di Portella della Ginestra 15 morti, un esempio per tutti). Ma di quali sindacati stiamo parlando oggi?”

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E prosegue così il Responsabile: ”Parliamo di un sindacato che oggi sembra arroccato sulla difesa dei suoi privilegi e non delle migliaia di lavoratori che lo sostengono. Un sindacato che sottoscrive  protocolli per lo smantellamento di stabilimenti produttivi – chiaro il riferimento al Protocollo Eni su Gela -, senza misurarsi con i suoi iscritti e soprattutto senza vigilare sugli adempimenti minimi di quanto concordato, che cosa può festeggiare? “

“La mancanza di credibilità di questi sindacati di oggi, ha trasformato il 1° Maggio  in una giornata di vacanza da spendere con le proprie famiglie ad affollare lidi, parchi e quant’altro. Rivogliamo quindi il vero senso di questa giornata per difendere il diritto sancito dalla Costituzione Italiana, che dice

« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

Rivogliamo l’onore e la dignità di essere lavoratori.”

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