É cresciuto senza sapere di essere figlio di un assassino. Parla Liborio Scudera, oggi il servizio alla Rai

 É cresciuto pensando che la madre lo avesse abbandonato, scoprendo la verità dopo 27 anni, quando il padre  è stato condannato all’ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere della moglie allora 22enne. A parlare su Repubblica di oggi é Liborio Scudera , gelese di nascita ma vissuto a Pesaro, che oggi ha 35 anni e che ha scoperto da poco di essere il figlio di un assassino. “rivivo un dolore così forte che non ho voglia di manifestarlo a nessuno”, ha detto al giornalista Francesco Viviano.   Liborio Scudera ha saputo due anni fa anni che la madre non era fuggita con un altrouomo, quando lui era ancora un bambino, ma le mezze  frasi raccontate dalla  nonna materna gli hanno consentito di far luce a  questa menzogna che suo padre gli aveva raccontato quando lui aveva solo 6 anni.
Era il 1987 quando Vincenzo Scudera lasciò Gela e la Sicilia per trasferirsi a Pesaro insieme alla cugina della moglie, che sarebbe diventata la sua compagna e dalla quale dieci mesi dopo avrebbe avuto un altro figlio. E invece Rosaria Palmieri,  giovanissima mamma di Liborio, era già sotto terra, uccisa e seppellita dal quel marito che aveva persino pensato di chiedere quattro anni dopo, il divorzio accusando la donna di abbandono del tetto coniugale. Libirio  Scudera è titolare di una piccola impresa edile a Pesaro, e grazie alla moglie avvocato,  che lo ha sostenuto,  ha intrapreso la strada verso  la verità consentendo ai carabinieri di Gela, di aprire quell’inchiesta. Tra l’altro come riportato su Repubblica, il comandante “Valerio Marra ha scoperto che nessuno aveva  mai presentato denuncia di scomparsa della donna, e 
così rispolvera un vecchio verbale di un pentito delle cosche gelesi,  che dice di sapere che la ragazza era stata uccisa e sepolta dal marito. Il procuratore di Gela Lucia Lotti ha avviato le indagini sul caso riuscendo a far confessare alla mamma di Rosaria Palmieri e ad altre donne della famiglia la conferma del racconto fatto al nipote. Altri pentiti delle cosche gelesi affermano di aver sentito parlare di quel vecchio omicidio negli ambienti criminali ai quali Vincenzo Scudera era vicino. 

Il corpo di Rosaria Palmieri,  non è stato mai trovato ma a Gela, anche se in famiglia sapevano e tacevano. La donna allora 22enne aveva scoperto la relazione che il marito aveva con la cugina. “Infatti, un mese dopo la scomparsa di tua madre, hanno preso te e se ne sono andati a vivere insieme a Pesaro”. Questo viene detto dalla nonna a Libirio, che sconvolto racconta tutto alla compagna che si rivolge ai carabinieri di Gela.  “Il mio compagno, dall’età di sei anni, non vede e non ha più notizie di sua madre, Rosaria Palmieri scomparsa nell’aprile del 1987. Ci stiamo attivando per richiedere una attestazione di morte presunta. Ed è proprio questa mail che fa partire l’indagine. Arrestato nel 2014, Vincenzo Scudera nega tutto. La Corte d’assise di Caltanissetta non gli ha creduto e benché il corpo di Rosaria non sia mai stato trovato, lo ha condannato all’ergastolo. Un ampio servizio sarà dedicato al caso sul Tg di oggi della Rai e delle reti Mediaset .