Eco Agri: quelle serre fotovoltaiche che avrebbero assicurato 70 posti di lavoro. Angelo Salinitro: troppi ritardi nelle autorizzazioni regionali

Un giorno importante oggi per Angelo Salinitro, presidente della società agricola agricola Eco Agri s.r.l. “che avrebbe dovuto assicurare alla città 70 posti di lavoro, in un impianto fotovoltaico che non è stato mai realizzato, per “troppi ritardi nel rilascio delle autorizzazioni, da parte della regione”. Questo quanto affermato dall’imprenditore gelese che ha avanzato al Tar una richiesta di risarcimento danni nei confronti della Regione. Oggi l’Udienza al Tar di Palermo.  Angelo Salinitro, che è titolare anche di altre   attività economiche nel territorio,  ha coinvolto nel suo progetto anche   imprenditori iblei. L’idea è nata nel 2006: quella di creare un’azienda agricola in grado di utilizzare due  impianti fotovoltaici, sui tetti delle serre su 13 ettari di terra e con ciascuno circa 4000 kw di potenza. “Trentacinque milioni di euro l’investimento con la prospettiva di una settantina di posti di lavoro a tempo indeterminato”. Si potevano rivacare dalla terra ortaggi e frutti e dal sole tanta energia elettrica da vendere all’Enel e che avrebbe soddisfatto il 30% del fabbisogno della città, con una riduzione di tonnellate annue di CO2.   Nel 2007, i soci hanno acquistato i terreni nella zona di Settefarine-San Leo . “Un progetto alternativo alla Raffineria per i numeri di posti di lavoro che avrebbe potuto offrire  con l’indotto e quindi un’occasione di sviluppo per il territorio”.  Ha detto Salinitro. La vicenda comincia nel 2008 quando la Eco Agri s.r.l. presenta  l’stanza per la realizzazione dei  due impianti fotovoltaici. “Fare impresa nel Sud non è come farla al Nord”, ha detto Salinitro. Troppe lungaggiii burocratiche. Un iter iniziato nel 2008, per avere l’autorizzazione nel 2011. Tre anni di trafila con lunghe peripezie. “Un ostacolo  che si potrebbe superare se la Regione potesse svolgere  il suo compito di ente capofila acquisendo lei il parere dagli altri 22 enti. Invece in tale modo  l’imprenditore è costretto a girare per tutti gli uffici della Sicilia a presentare i progetti, a insistere sul  rilascio dei pareri. È successo pure che qualche ufficio ha smarrito il progetto, qualche altro mi ha costretto a tornare più volte perché non c’era la perposa preposta. Lentezze che non hanno una spiegazione”.  Nel frattempo all’imprenditore è capitato pure di dover spostare spostare uno dei due impianti e quindi di rifare la progettazione, in quanto in uno dei due terreni vi era unavecchia casa che nei documenti ufficiali  risaliva al 1910 , ma per la Sovrintendenza di Caltanissetta c’erano tracce bizantine, e quindi vi ha posto il vincolo sull’area della casa. Ha detto l’imprenditore.

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