Effetti Speciali per Ludovico Einaudi

TAORMINA – La location è la stessa, il teatro magico abbracciato da mare e stelle, sul palco un altro pianista, Torinese anche lui: Ludovico Einaudi.

Non dialoga col suo pubblico, è longilineo ed elegante in nero, siede su uno sgabello atipicamente di spalle al pubblico, come un direttore d’orchestra rivolto verso i suoi eccelsi polistrumentisti. Non solo pianoforte dunque ma anche archi, percussioni, chitarre ed elettonica.

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Gli strumenti non suonano né parlano, bisbigliano e gridano, guizzano e poi si sommergono. Se non fosse musica sarebbe una mappa di pensieri a volte criptici a volte lineari ma sempre inarrestabili come un flusso di coscienza.

Ipnotizzante “Drops” e sempre commoventi i più classici “Nuvole Bianche” e “Divenire”.

La musica a tratti culla il pubblico dolcemente per poi scaraventarlo lontano rovinosamente.

Sapienti i giochi di luci, linee parallele puntate verso il cielo che si congiungono all’infinito.

Ancora un successo. Ancora un sold out. Ancora un invito ai cuori a farsi un po’ più grandi.

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