Egalité, fraternité, liberté: esaltazione dello spirito nazionale o mera imitazione dello Stivale?

Egalité, fraternité, liberté: le tre parole d’ordine ai tempi dei Rivoluzione Francese, e non solo, continuano a risuonare. Le elezioni presidenziali del prossimo 23 aprile non possono che avvicinarsi e lo scontro tra gauche e droite assume una conformazione sempre più vivida e concreta, con i due esponenti maggiori, Le Pen e Macron, pronti ad affrontarsi in quel che sarà l’infuocato ballottaggio del 7 maggio.

Travolti gli antichi gendarmi della politica francese con le primarie che hanno visto il tramonto definitivo di Sarkozy (Partito Repubblicano) e Valls (Partito Socialista), l’Eliseo attende di essere guidato da nuovi protagonisti, con volti non così nuovi, come le ormai tradizionali campagne elettorali impongono.

Una donna dal portamento autoritario, possente e intransigente, Marine Le Pen, lavora per dare alla destra nazionalista un risultato storico.

Figlia dell’ormai pensionato Jean- Marie Le Pen, celebre per le frasi adornate da presunto razzismo, nonché fondatore dell’ormai navigato Front National, di cui è adesso Marine presidente, sta tentando d’imprimere una svolta alla sua campagna, esponendo a gran voce uno dei temi sovrani della sua agenda politica: l’anti-eureismo.

Per L.P i drammi collettivi della Nazione, l’immigrazione massiccia e la mondializzazione sregolata, vanno risolti con l’uscita dall’Unione Europea e la rottura della moneta unica.

Lei, il Trump europeo, “l’unica candidata del popolo” promette, dunque, di farsi salvatrice dell’orgoglio nazionale, con la distruzione dello stato di subordinazione a Bruxelles e ai suoi diktat, che minano alla sovranità monetaria e politica.

I disillusi della politica ruotano, invece, intorno alla figura di un giovane uomo dai modi carismatici e gioviali.

Lui, il candidato-star, chiede espressamente un superamento dell’ormai logorato sistema bipartitico, destra-sinistra. Lui, il nuovo fenomeno della politica francese, è pronto a scendere in campo contro i partiti tradizionali, contro chi fa politica di professione e per l’onestà e il rigore.

Le notti stellate romane attraggono anche Parigi? Emmanuel Macron, comandante del movimento “En Marche”, boccia il reddito universale, proviene da una fortunata carriera bancaria, promette ai giovani, in perfetta chiave renziana, un generoso  bonus da 500 euro e invoca più Europa e più poteri a Bruxelles.

La rovente campagna, ordita a detta di molti sull’esaltazione dei valori fondanti lo spirito nazionale francese, guarda oltre le Alpi e fa del nuovo linguaggio politico, lì coniato, il canovaccio da seguire per conquistare la voce del popolo.

Alle masse giudicanti il compito di stabilire il miglior ammaliatore.

Articolo di

carmen cali

Carmen Calì