Elezioni: tagli per scrutatori e presidente. Sfruttati e mal pagati

I tagli alla spesa pubblica hanno coinvolto subito scrutatori e componenti del seggio che guadagneranno di meno nelle elezioni 2019.

Da qualche anno non si vota più di lunedì, ma solo di domenica. L’orario è stato allargato, dalle 7 alle 23 (prima era dalle 8 alle 22). Sono state queste le disposizioni previste dalla legge di stabilità per le Election Day.

Lo spoglio inizia dopo il termine delle votazione, cioè dopo 16 ore di operazioni elettorali. Un vero e proprio sfruttamento e una bella ‘botta’ visto che bisogna essere molto lucidi, per non correre il rischio di sbagliare e tornare a casa nelle mattinate.

Già stabilite i compensi  che presidente e scrutatori riceveranno per le prossime elezioni: le europee 2019, che si svolgeranno domenica 26 maggio,  e le comunali.

Essendo prevista una sola scheda elettorale, i compensi per le elezioni europee sono così stabiliti: ai Presidenti di Seggio vanno 120 euro mentre agli Scrutatori e ai Segretari vanno 96 euro.

Per i seggi speciali gli importi sono, rispettivamente, di 72 e 49 euro.

In alcuni Comuni si vota anche per le amministrative e le regionali.
Purtroppo, per i componenti dei seggi, ci sono brutte notizie. Infatti, molto probabilmente, non verrà conteggiata come base la retribuzione prevista per le amministrative (ossia 150 euro per presidente e 120 per scrutatori e segretari), bensì il compenso previsto per le europee, ossia 120 euro per presidente e 96 per scrutatori e segretari. A questo importo verranno aggiunti 37 euro per i presidenti e 25 euro per gli scrutatori.

Se la  base del compenso fossero state le  amministrative (150) anziché delle europee (120) i presidenti avrebbero preso  30 euro in più mentre gli scrutatori e i segretari 24 euro in più.

Nelle Europee e le amministrativi  sono previsti tantissimi partiti e altrettanto candidati. Nelle Europee il sistema a tre preferenze per votante non è dei più semplici, visto che si dovranno controllare che non via siano tre nominativi di uomini o di donna, ma almeno uno dell’altro genere