Emergenza randagismo a Gela. Torrenti e Cirignotta chiedono alla Giunta quali siano gli interventi immediati

Quali iniziative intende mettere in campo,  l’amministrazione comunale, nel breve e medio periodo per risolvere la problematica del randagismo nella nostra città? Questo quanto chiedono con una mozione di due consiglieri comunali Antonio Torrenti e Vincenzo Cirignotta, che intervengono sulla questione randagismo che ormai è diventata una emergenza gravissima.

Oggi si è verificato l’ennesimo episodio di aggressione nei confronti di un cittadino che stava passeggiando nei pressi del quartiere Scavone.

Questa  emergenza  non può essere risolta con interventi tampone: servono progettualità e programmazione. Affermano i due consiglieri.

“La lotta contro l’abbandono indiscriminato, la prolificazione indiscriminata, la sterilizzazione, l’emergenza strutturale e l’abbattimento dei costi rappresentano le priorità.” Affermano i due consiglieri, che sottolineano come nessuna proposta risolutiva sia  stata avanzata in questi anni dalla Giunta.

“In base alla Legge Regionale n. 15 del 03.07.2000, i comuni devono realizzare rifugi per animali, offrire i servizi correlati, garantire le condizioni di sicurezza nei   centri abitati e le condizioni ottimali igienico sanitarie. A conferma della grande responsabilità cui è chiamato anche il Sindaco di Gela, in materia di custodia e pericolosità dei cani, è la sentenza del Tribunale di Catania del 21 Luglio 2017 contro il Sindaco di Scicli, per la morte di un bambino sbranato da un branco di cani. Inoltre, la Corte di Cassazione, sezione III civile, ha emanato un’ordinanza il 18 Maggio 2017, la n. 12495, nella quale rimarca la responsabilità dell’Ente Comunale per danni causati dai randagi.

Chiediamo al Sindaco di mettere in campo fin da subito la sua idea di risoluzione, se ce l’ha, del problema del randagismo, nel rispetto delle leggi che ne richiamano la responsabilità, nel rispetto

delle norme igienico sanitarie e per rispondere ad una legittima e pressante richiesta di sicurezza dei cittadini.”

“A queste richieste, si aggiunge anche quella di un progetto che riguardi la crescente domanda di spazi e servizi per gli animali d’affezione. Vista la popolazione in aumento di animali di affezione, è nella programmazione dell’amministrazione la previsione di aree di sgambamento riservate e controllate, con servizi specifici e cimiteriali?” Aggiungono.

La programmazione di un canile rifugio comunale risulta indifferibile. I due consiglieri si chiedono se l’amministrazione comunale abbia  già definito una strategia finanziaria per tale provvedimento e se il rifugio canile pubblico rientri nei piani di questa amministrazione.