Emergenza rifiuti in Sicilia? Secondo Angelini è una questione di business

 

Mentre Rosario Crocetta insiste  sul commissariamento e pensa di rivolgersi ad impianti esteri, c’è chi tira le somme delle strutture già esistenti nell’Isola. Si scopre così che la Sicilia avrebbe ancora la possibilità di smaltire quasi 11 milioni di tonnellate di materiale, il tutto senza prevedere alcuna crescita della raccolta differenziata. Ma c’è quindi veramente l’emergenza rifiuti gridata dal presidente della Regione Sicilia? A smentire Crocetta é Aurelio Angelini, docente di sociologia dell’università di Palermo. La Sicilia, produce, in media, 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti all’anno. Angelini riporta i dati di tutte le discariche presenti nell’Isola. C’è la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, che è stata chiusa e fa venire meno la possibilità di sotterrare circa 200 mila tonnellate di rifiuti. Poi la discarica Siculiana, in provincia di Agrigento, per ora chiusa, ma che dovrebbe riaprire i battenti a gennaio. Quindi, la discarica Oikos di Misterbianco, che è stata riaperta dal governo regionale (ma potrebbe chiudere). A queste tre si aggiungono le discariche di Sciacca, Gela, Serradifalco, Motta Sant’Anastasia, Catania, Enna, Sant’Agata di Militello, Palermo, Partinico, Castellana Sicula, Ragusa, Augusta, Campobello di Mazara, Trapani e Alcamo. Sulla base delle discariche in funzione, la nostra Isola, per il prossimo anno, può contare su una capacità di abbancamento (smaltimento dei rifiuti in discarica) di 17 milioni di tonnellate di rifiuti. Da questi 17 milioni bisogna sottrarre i rifiuti prodotti tra il 2011 e il 2014, ovvero circa 9 milioni di tonnellate di rifiuti. Questi 9 milioni di tonnellate di rifiuti, grazie al post-trattamento in ingresso in discarica, secondo quanto stabilito dalla legge, si dovrebbero ridurre a 6 milioni di tonnellate circa. Utilizzando questo dato, la Sicilia avrebbe a disposizione discariche per abbancare quasi 11 milioni di tonnellate di rifiuti. Il tutto senza prevedere alcuna crescita della raccolta differenziata (siamo a meno del 10% dovremmo stare già al 65%…). Anche volendo essere pessimisti, e cioè considerando che i 9 milioni di rifiuti prodotti in Sicilia tra il 2011 e il 2014 potrebbero non essere stati trattati nelle discariche, ci sarebbe sempre una possibilità di smaltire nelle discariche 8 milioni di tonnellate di rifiuti, pari a quattro anni di autonomia. Tutto questo considerando, sempre pessimisticamente, uno zero per cento di raccolta differenziata (che in Sicilia, anche se bassa, c’è: come già accennato, è inferiore al 10%, ma c’è). Non solo. Ci sono altre discariche che potrebbero essere autorizzate. Una a Pagliara, in provincia di Messina; una seconda a Enna; una terza ad Augusta, una quarta a Noto; una quinta a Vittoria, una sesta a Solarino, una ad Augusta. Ovviamente, stiamo parlando di una Sicilia che, fino ad oggi, ha pensato alla gestione dei rifiuti come a un grande business imperniato sulle discariche, gestite, in alcuni importanti casi, da privati. Il tutto sulla pelle dell’ambiente e della salute dei cittadini. E anche penalizzando economicamente gli stessi siciliani. ( da L’Ora)

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