Emergenza rifiuti, riaperta la discarica Timpazzo

Riaperta la discarica Timpazzo. È questa la notizia giunta pochi minuti fa alla nostra redazione per conto del Commissario liquidatore dell’Ato CL2 di Gela, l’avvocato Giuseppe Panebianco.

La discarica, una delle poche strutture pubbliche in Sicilia, è gestita dall’Ato Ambiente CL2 e serve i Comuni dell’area interessata secondo il principio di autosufficienza di ogni ambito territoriale per il quale ogni comunità provvede in autonomia alla gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti, compresa la fase di versamento in discarica. Lunedì, a seguito di alcuni accertamenti, l’Assessorato regionale energia e servizi, a cui compete la vigilanza sulla gestione dei rifiuti e il controllo delle discariche, ne aveva disposto la chiusura. Il Tar di Palermo però ha accolto il ricorso dell’Ato Ambiente CL2 e del suo Liquidatore Panebianco, assistito dagli avvocati Cariola e Floreno. Richiesto in via cautelare, il Presidente del Tribunale amministrativo ha dovuto constatare le contraddizioni nel comportamento delle amministrazioni interessate e la recente nota dell’ARPA Sicilia, preposta alle verifiche ambientali, che ha potuto precisare che “nel sito della discarica non esiste una falda idrica superficiale, ma soltanto una circolazione idrica che si attiva a seguito di precipitazioni meteoriche e che sembra escludere che vi sia inquinamento”. Per questo motivo il Presidente ha disposto la riapertura provvisoria della discarica e rinviato all’udienza del 10 luglio la trattazione dell’istanza cautelare davanti al collegio. “Sarebbe stato un danno gravissimo per l’intera isola la chiusura di una delle poche discariche pubbliche in Sicilia”, ha affermato Panebianco manifestando soddisfazione per l’operato dell’Ato Ambiente CL2 che è riuscito ad assicurare l’operatività della discarica e il funzionamento del servizio di igiene nei Comuni interessati. “La posizione della Magistratura amministrativa – ha concluso Panebianco – dimostra la corretta conduzione del sito e premia il lavoro di questi anni, svolto sul piano tecnico e con una rigida amministrazione delle risorse”.