Emergenza rifiuti, Sviluppo Democratico: “Siamo curiosi di vedere i dati statistici dei controlli della Polizia Municipale”

Un gruppo di lavoro per avviare un’analisi critica, volta a capire che fine hanno fatto le iniziative di contrasto all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, sollecitate nelle varie ordinanze sindacali emesse dalla passata amministrazione e quali sono le ragioni per cui la situazione appare, oramai, completamente fuori controllo.

È stata questa l’iniziativa di Sviluppo Democratico, che ha ripercorso la città, spostandosi anche verso le aree rurali di contrada Bulala e della piana di Gela, entrando fin dentro i quartieri che fanno da cintura a nord della città, da Settefarine a Marchitello, passando per Margi e il quartiere Cantina Sociale. “Abbiamo indossato scarponi e mascherine e registrato video e fotografie che mostrano lo scempio che si alimenta ogni giorno e che lascia presagire una movimentazione organizzata di rifiuti di ogni genere – si legge nella nota rifiuti ingombranti, calcinacci e materiali di risulta di cantieri edili, manufatti in amianto, rifiuti elettrici ed elettronici, in quantità industriale, lasciati a deteriorarsi a contatto con il suolo e l’acqua dei fiumi che scaricano sulla piana di Gela.

Ci chiediamo se l’ASP sia a conoscenza della problematica e sia in grado di rassicurare la cittadinanza rispetto a eventuali influenze sulla salute pubblica. In caso contrario – prosegue il comunicato – chiediamo alle autorità competenti di avviare i controlli dovuti per sradicare il fenomeno, a tutela della salute della collettività”. “Tale scempio non può essere frutto di sola inciviltà – ha aggiunto l’ex assessore alle politiche ambientali Siciliano – guardando i video registrati dal gruppo di lavoro, si percepisce chiaramente che potrebbe trattarsi di depositi derivati da movimentazione illecita di rifiuti, anche velenosi per l’ambiente. Già più volte, quando ero in carica, registrando uno strano acuirsi del fenomeno di abbandono e incendio dei rifiuti in diverse aree della città, avevo denunciato pubblicamente che si aveva l’impressione che dietro a tutto ci fosse la mano di chi per lucrare non si preoccupa di uccidere la nostra città. Vane sembrano essere le azioni che l’amministrazione sta attuando per contrastare il fenomeno, nonostante si sia data priorità ai controlli con l’organico di Polizia Municipale, che di certo risulta inadeguato per numero rispetto alle esigenze del nostro territorio.

Oggi, per arrivare alla risoluzione del problema, che si avrà solo con l’affidamento del nuovo servizio, occorre attivare delle azioni di contenimento, riavviando il servizio di ispezione dei rifiuti abbandonati sul territorio, che ci ha fatto registrare una forte impennata delle sanzioni nei mesi tra gennaio e marzo e posizionando le telecamere mobili, acquistate quando ancora ero in carica, per riuscire ad acquisire informazioni utili ad arginare il fenomeno e risalire ai responsabili. Di certo, non aiuta l’interruzione del servizio di recupero domiciliare degli ingombranti, attivato nel 2016 e sospeso immotivatamente a settembre. La sua assenza sta già producendo rilevanti effetti negativi, come mostra la perdita di oltre 15 punti percentuali sulla raccolta differenziata, passata dal 56% di agosto, al 41% di ottobre, sintomo anche di una minore sensibilità collettiva a differenziare, frutto di una coscienza civica sempre più sopita.

Rimanere ancora a lungo senza convenzione – ha ammesso Siciliano – rischia di alimentare, involontariamente, il circuito di smaltimento illegale dei rifiuti, con il risultato che le aree rurali diventeranno delle vere e proprie discariche a cielo aperto, impossibili da bonificare, con grave danno alla salute di tutti i cittadini gelesi”. Alla luce di ciò, Sviluppo Democratico chiede all’attuale amministrazione pubblica delle spiegazioni sulle ragioni per cui il servizio di recupero dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici sia stato interrotto e non ancora attivato. “Siamo curiosi – conclude la nota – di vedere i dati statistici risultanti dai controlli della Polizia Municipale, con particolare riferimento alle infrazioni rilevate dalle videocamere che, stando alle dichiarazioni giornalistiche rese dalla pubblica amministrazione, risultano posizionate oramai da diverse settimane.

E, soprattutto, che fine ha fatto la gara pluriennale per l’affidamento del nuovo servizio di raccolta rifiuti, fortemente voluto dall’ex assessore alle politiche ambientali, per garantire maggiori servizi alla cittadinanza, la cui procedura è stata avviata a inizio dell’anno in corso, in conformità al Piano d’Ambito dei Comuni della zona Sud della provincia di Caltanissetta, elaborato nel lontano 2016 e approvato dal dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti nel 2017? Interrogativi che ci lasciano amareggiati per l’immobilismo che registriamo da quando l’argomento non è più motivo di dibattito sui social, forse perché, in fondo, il vero problema per qualcuno non erano i rifiuti”.