Eni: 13 cantieri imminenti. Ecco le 3 richieste di Cgil, Cisl e Uil per il “caso Gela” alla Presidenza della Regione

Il Presidente Rosario  Crocetta ha annunciato l’inserimento di Gela nel patto per la Sicilia per utilizzare  da subito i Fondi europei, e ha chiesto  al Sindaco Domenico Messinese i progetti esecutivi. Inoltre l’Eni farà partire subito 13 cantieri. Questo quanto emerso dalla riunione,  che si è appena conclusa,  richiesta dalle tre confederazioni Cgil, Cisl e Uil, presso la Presidenza della Regione Sicilia. La convocazione è stata fortemente condivisa e  programmata dal Prefetto di Caltanissetta e ha visto la presenza oltre le segreterie regionali e territoriali del settore chimico, anche quella del Presidente della Regione, del Vice e di tutti i direttori generali degli Assessorati, oltre i vertici nazionali dell’Eni  e l’amministrazione comunale di Gela.  Trte le richieste del sindacato dei lavoratori: “copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali in scadenza il 31 dicembre; anticipazione dei cantieri nei sito eni presenti a Gela che interessano il polo green a beneficio dei lavoratori dell’indotto e del diretto nonchè dell’economia della città; l’avvio del bando nazionale per l’assegnazione di aree per nuovi insediamenti nonchè la relativa formazione professionale”. I tre segretari della  Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania hanno  comunicato che tutti i tre  punti hanno ottenuto pieno accoglimento sia da parte della Regione, che ha assicurato il finanziamento degli ammortizzatori sociali,  sia per le responsabilità derivanti dalla volontà dell’Eni che deve comprendere l’allarme sociale ed economico presente a Gela e di conseguenza anticipare le fasi di cantierizzazione. Qurichiesta è stata espressa dalle tre sigle sindacali e sostenuta dal Prefetto Maria Teresa Cucinotta, oltre a essere ecepita dalla stessa Regione. Cgil, Cisl e Uil continueranno a monitorare il protocollo del 6 novembre con l’augurio di non ripiombare nella solitudine di questi mesi che di certo aumenterebbe la tensione tra i lavoratori che,invece,hanno bisogno di risposte concrete da tutte le forze politiche.

 

 

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