Eni: accelerare procedure investimenti stabilite nell’accordo

 

Si accelerino le procedure per la stipula dell’Accordo di Programma per disciplinare gli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e il recupero ambientale dell’area di crisi industriale complessa di Gela”. Questo é l’appello che i Sindacati Confederali Cgil, Cisl e Uil della provincia di Caltanissetta, rappresentati rispettivamente dai  i Segretari Generali  Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania , hanno rivolto al Prefetto di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta, affinché si faccia promotrice di un incontro  con gli attori che hanno firmato al Mise il 6 novembre scorso il Protocollo d’Intesa ( Organizzazioni Sindacali , Eni, Regione Siciliana, Comune di Gela, Ministero per lo Sviluppo Economico, Assessorato regionale Attività produttive). I sindacalisti mettono in evidenza come ancora oggi, nonostante il riconoscimento dell ‘area di crisi per Gela, manchino gli strumenti operativi per far partire gli investimenti che possano garantire i livelli occupazionali 

Il Riconoscimento  dell’Area di Crisi Industriale Complessa di Gela, firmato a inizio maggio dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, ha avviato il percorso iniziato con il Protocollo d’intesa di novembre 2014 tra Governo, Regione, Sindacati, Comune di Gela ed Eni, che porterà ad una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela e alla definizione del conseguente piano di riconversione dell’intera area” asseriscono i sindacalisti. 

“Oggi manca lo strumento operativo, e nello specifico, l’Accordo di Programma, affinché possano partire gli investimenti e si possano impiegare le risorse a salvaguardia dei livelli occupazionali, in un tessuto economico già stremato dalla crisi e dalla cassa integrazione. Occorre, attivare nuovi strumenti di sostegno al reddito dei dipendenti dell’indotto considerato che gli Ammortizzatori sociali sono già esauriti. Inoltre, dobbiamo  utilizzare in modo efficace questo momento di stasi per avviare  percorsi di riqualificazione, attraverso corsi di formazione, da destinare al  personale. L’obiettivo è di re-industrializzare e salvaguardare i livelli occupazionali dell’area di crisi gelese, previo risanamento ambientale dei siti produttivi interessati” , continuano i sindacalisti. Le organizzazioni sindacali chiedono un acceleramento del l’iter che porti L Progetto integrato di messa in sicurezza e di re-industrializzazione, e intervento di riconversione e riqualificazione produttiva dell’area di crisi industriale complessa di Gela. I Sindacati, ricordano che “soltanto con l’Accordo di Programma si potranno sbloccare gli investimenti del Fondo di Sviluppo e Coesione e i Fondi Europei per la globalizzazione, il credito d’imposta e gli altri investimenti previsti dallo Stato e dalla Regione Siciliana per il riutilizzo in chiave produttiva, da parte delle piccole e medie imprese, delle aree dismesse e la salvaguardia dei lavoratori dell’indotto”. 

Appare dunque urgente – affermano Cgil, Cisl e Uil – definire l’Accordo complessivo che consentirà la bonifica e il riutilizzo delle aree dismesse sulle quali (come nel caso di Mossi & Ghisolfi) c’è già la disponibilità di investimenti privati”. 

Ad oggi questa  è l’unica prospettiva di futuro e sviluppo per migliaia di lavoratori e rispettive  famiglie, poiché rappresenta una prospettiva di speranza  per un territorio tristemente martoriato”, concludono Giudice, Gallo e Castania.