Eni: chi parte e chi rimane. Ecco le figure previste per Gela

Cresce la tensione dei lavori si dell’indotto Eni con una cassa integrazione che tarda ad arrivare, e per molti in scadenza, sia del diretto interessati ad eventuale trasferimento. Tensione che è stata registrata anche ieri durante la riunione del consiglio di fabbrica. La lettera riguardante il trasferimento di circa 150 unità non era stata ancaora spedita prima di ieri, ai lavoratori,  da parte dell’azeinda petrolifera e sono stati gli stessi segretari di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil a renderla pubblica durante la riunione. Tensione per chi deve partire, ma anche per chi rimane. Il trasferimento non piace a nessuno, ma ormai l’azienda ha deciso e ha stabilito la ripartizione degli impianti e il nuovo assetto lavorativo. L’azienda ha stabilito che entro l’8 gennaio i lavoratori interessati al trasferimento potranno manifestare la loro volontà per il trasferimento in altri siti, per poi procedere d’ufficio alla riprotezione e riqualificazione del personale. Ormai i giochi sono fatti e i sindacati annunicano uno serie di scioperi a partire dai primi giorni dell’anno. Ma come verranno ripartiti i lavoratori che rimarranno nel petrolchimico gelese? Tra breve solo 378 unità rimarranno nel sito di Gela e cioè  26 respinsabili, 47 tecnici, 14 vigili polivalenti, 11 esperti e specialisti, 6 operatori sanitari, 6 addetti agli acquisti. Tutti questi riguardano i diversi settori dello stabilimento di Gela. Poi ci sono gli impianti e il settore sicurezza che comprende; 6 capiturno, 1 responsabile, 8 guardie, 1 Pfso, 1 addetto. Per quanto riguarda gli impianti nord: 7 responsabili di turno, 17 operatori di processo, e 6 consollisti. Per gli impianti sud: 18 consollisti, 7 Rto, 17 operatori, 3 addetti barriera, 1 coordinatore. Per l’Hob logistico che comprende serbatoi, pontile, pensilline e distribuzione fluidi: 9 Rto, 33 operatori, 4 operatori pensilline, 4 operatori bililci, 6 consollisti e 2 sorveglianti della diga di Dirillo. Per la Dogana: 6 addetti e 3 specialisti, oltre ad un responsabile. Per l’imbottigliamento Gpl: 2 addetti, 3 tecnici, 12 operatori e un responsabile. Questo il quadro che si prospetta, ed è scattato lo stato di agitazione.