Eni Gela: prosegue lo sciopero dei lavoratori dell’indotto e del diretto. Che fine ha fatto la riconversione?

Hanno proseguito la protesta anche di notte gli operai dell’indotto che hanno perso il lavoro, e sono ancora in attesa della realizzazione del protocollo firmato al Mise il 6 novembre del 2014. Già fin dalle prime ore di stamani gli operai hanno bloccato gli accessi in entrata e in uscita dello stabilimento. A quelli dell’indotto, per solidarietà di sono aggiunti anche quelli del diretto. Il tutto è iniziato con il licenziamento dei 68 operai dell’Elettroclima, 4 della Nuova X Gamma, e la cassa intefrazione per decine di maestranza della della Smin Impianti e della Sud Elettra. Della riconversione Green, che avrebbe comportato un investimento di 2,2 miliardi di euro destinati anche alla ricerca di gas e e petrolio in Sicilia attesa da due anni non si vede nemmeno l’ombra, e da quando la raffineria è ferma centinaria lavoratori del diretto sono stati destinati ad altre sedi Eni, mentre un migliaio dell’indotto vivono di ammortizzatori sociali, e  molti di questi sono in procinto di scadenza dell’assistenza e si prospetta solo un licenziamento di massa, se non riprendono le attività dello stabilimento. I lavoratori intanto non demordono, e hanno stabilito turni di 24 ore per lo sciopero. Sulla questione è intervenuto il sindaco domenico Messinese, e l’assessore Simone Siciliano, che hanno sottolineato di avere contatti constanti con prefettura, regione e governo nazionale. “La tutela dei lavoratori viene prima di tutto” ha detto Siciliano. Intanto il sindaco nell’ultima settimana aveva manifestato la preoccupazione che l’Eni non voglia più mantenere gli impegni assunti lo scorso anno con l’accordo, e che dopo 60 anni voglia andare via da Gela.