Eni: l’accordo come unica via di salvezza per Gela

La raffineria sarà green dal 2017. Questo l’esito definitivo di un accordo che si è posto come unica soluzione alla salvezza del sito industriale di Gela. Un risultato positivo che ha scongiurato così il pericolo di abbandono da parte dell’azienda del cane a sei zampe e ha permesso di mantenere duemila posti di lavoro fra diretto e indotto. Un progetto che adesso attende l’inizio dei lavori di riconversione e bonifica che potrebbe garantire un’opportunità di crescita importante. Gela, infatti, potrebbe diventare il polo green più grande di Europa. A ribadire il contenuto e le previsioni dell’accordo siglato al Ministero per lo Sviluppo Economico sono stati i tre Segretari nazionali dei Chimici di CGIL, CISL e UIL, Emilio Miceli, Sergio Gigli e Paolo Pirani. “Abbiamo posto le basi perché vi possa essere una prospettiva solida a Gela – ha affermato Miceli – la bioraffinazione è un settore che cresce, a dispetto della raffinazione tradizionale che cala. Siamo nella fase più delicata che è quella del dopo accordo, perché è adesso che capiremo se ciò che abbiamo firmato è vero o no, ma sono fiducioso in questo senso”. “È sicuramente un accordo positivo – ha dichiarato Gigli – non dimentichiamo che qui rischiava di sparire un’area industriale che, in questo modo, è stata salvata”. “Gela inevitabilmente cambia – ha aggiunto Pirani – la città ha la possibilità di diventare il polo green più grande di Europa se riuscirà a essere un’area attrattiva per le altre aziende”. Ciò che conta adesso è vigilare sui termini dell’accordo affinché impegni e tempi vengano rispettati alla lettera.

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