Eni: quale piano per Gela, dopo la scoperta del maxi giacimento di gas in Egitto?

La scoperta, annunciata pochi giorni fa, di un grande giacimento di gas nel mediderraneo, vicino le coste dell’Egitto, potrebbe cambiare le stratefie di Eni, visto che ha una concessione che le dà il diritto di sfruttamento del 100%. l punto dove è stato trovato il metano si chiama Zohr, il pozzo in questione è stato battezzato Zohr 1X. Siamo a pochi chilometri da Porto Said, in acque egiziane, nel cosiddetto blocco di Shorouk.  Il giacimentoin questione  è a un chilometro e mezzo sotto l’acqua, e proprio qui si trova una colonna di gas alta 650 metri per una base di cento chilometri quadrati. Capacità: 850 miliardi di barili, corrispondenti a 5,5 miliardi di barili di petrolio. Ma potrebbero essercene molti di più. Si faranno in futuro altri scavi in un nuovo pozzo. Si tratta del più grande giacimento di gas del Mediterraneo. È il quarto al mondo. Prima però bisognerà soddisfare la domanda egiziana, e solo dopo si potrà sfruttare il giacimento a nostro vantaggio. Ma il gas trovato  è talmente tanto che non ci dovrebbero essere problemi. Ad esserne avvantaggiate potrebbe essere l’Italia e  in modo particolare la Sicilia dove approda il gasdotto Greenstream, che trasporta il gas da Tripoli (Mellith) a Gela. E dato che non c’è finora un tubo che colleghi direttamente Italia ed Egitto, lo straordinario ritrovamento potrebbe essere un vantaggio per la nostra città. Ancora è presto per dirlo. Finora quello che abbiamo ottenuto dai piani industriali di Eni è stata la desertificazione degli impianti. Solo un nuovo piano industriale legato a tale nuova enorme disponibilità di gas proveniente dal giacimento egiziano, potrebbe fermare l’agonia di Gela. Certo i problemi da affrontare prima sono parecchi. Occorrerebbe dare prima stabilità alla Libia, affrontare il il pericolo Jihadista. Senza intervento militare , Mellitah non potrà migliorare il suo apporto energetico e mettere al sicuro il gasdotto siciliano.  A  gennaio Eni comincerà altre  trivellazioni in quell’area egiziana. La produzione dovrebbe essere avviata verso la fine del 2017 o l’inizio del 2018. Bisogna vedere cosa quali saranno le strategie di Eni. C’è tra l’altro un impianto, oggi inattivo, a Damietta, località che si trova sul delta del Nilo, 200 chilometri a nord del Cairo. L’Eni potrbbe anche decidere di rimetterlo in funzione e di far passare il metano dallo stato gassoso allo stato liquido, quindi caricarlo sulle navi e portarlo, per esempio, al rigassificatore di Panigaglia (La Spezia). Le parole di Descalzi dei giorni scorsi e il riferimento a un coivolgimento possibile del rigassificatore di Panigaglia, potrebbero calare le quotazioni dell’isola. 

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