Eni riconferma gli impegni del Protocollo di Intesa. Avvio riconversione dopo il Via, ma mancano i finanziamenti per l’area di crisi complessa

Eni conferma gli impegni assunti con la firma del protocollo di Intesa avvenuto al Mise il  novmebre del 2014. Si attendono le autorizzazioni che dovranno permettere  il via libera ai primi cantieri della riconversione Green della raffineria.”Le attività legate alla conversione della Raffineria di Gela in Green Refinery – hanno affermato fonti uficiali del gruppo Eni – procedono come da Programma in attesa del rilascio della non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che dovrebbe avvenire entro il 12 marzo.  Intanto  sono stati avviati alcuni cantieri di preparazione alla fase di costruzione, che partirà subito dopo il rilascio delle autorizzazioni. Ma sono tanti i dubbi che rimangono a cominciare dal finanziamento dell’area di crisi complessa, infatti come confermato dai tecnici del ministero, non ci sarebbero i fondi necessari. I sindacati hanno chiesto di rivalersi sul Patto per la Sicilia, cioè i finanziamenti governativi destinati all’isola. Rimane in sospeso è invece il progetto guayule in quanto ancora da verificare in quanli ambiti potrebbe essere utilizzato. Undici i cantieri di bonifica previsti  e tre di questi partiranno al più presto. Almeno 1300 gli operai da utilizzare nei siti locali. Per quanto riguarda i lavoratori Eni ha confermato il numero previsto nel protocollo. Intanto per i lavoratori dell’indotto i segretari della Cgil, Cisl e Uil si si stanno prodigando per chiedere interventi straordinarin alla Regione  al ministero, in cui è previsto un altro incontro tra un mese e mezzo. E proprio dell’indotto locale Eni si servirà per l’approvviggionamento dei materiali. Il progetto Argo e Cassiopea si avvarrà delle attività di ingegneria di Gela, ma ancora si attende per l’avvio l’esito del ricorso dei associazioni ambientaliste, e dei quattro comuni siciliani. Per quanto riguarda le bonifiche Eni ha garantito un impegno di di 38 milioni di euro. La società ha affermato che a fine 2015 sono stati avviati 19 cantieri  (di cui 5 completati) che hanno garantito un  livello occupazionale di 130 lavoratori dell’indotto. Le società Eni operanti nel territorio e interessati ai processi di bonifica sono Syndial, ISAF, RaGe, Enimed e Versalis.  Nel 2016 vi è la previsione di una apertura di altri 12 cantieri. Per quanto riguarda le attività legate alla valorizzazione del gas naturale (GNL/CNG), è stato condotto uno studio di fattibilità tecnica. Anche in questo caso verrà apero un tavolo istituzionale. Proseguiranno le attività sulla sicurezza che coinvolgeranno 135 unità, e alla Safety Competence Center, si aggiungeranno corsi antincendio per i dipendenti Eni del Centro – Sud Italia, oltre che attività di ricerca

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