Eni risponde alle dichiarazioni del procuratore Lotti: abbiamo osservato le norme ambientali

Dopo l’annuncio effettuato stamani alla stampa, da parte del procuratore della Repubblica del tribunale di Gela Lucia Lotti, sui 22 rinvii a giudizio nei confronti di dirigenti Eni e della stessa società, a seguito di indagini sullo stato di inquinamento del territorio,  l’Eni manda un comunicato a tutti gli organi di stampa che hanno pubblicato la notizia, sottolineando l’osservanza delle norme in materia ambientale.
“Eni prende atto di quanto anticipato oggi da alcuni mezzi di informazione circa la richiesta da parte della Procura della Repubblica di Gela di rinvio a giudizio di personale di Enimed e Raffineria di Gela nell’ambito di un procedimento penale sull’accertamento di responsabilità dello stato d’inquinamento delle matrici ambientali, suolo, sottosuolo e falda soggiacenti la Raffineria di Gela e l’area marina antistante lo stabilimento, procedimento nel quale la Procura ha riunito altri procedimenti aventi ad oggetto sempre contestazioni legate alla tutela ambientale.   
Eni ricorda che l’impatto ambientale dello stabilimento industriale di Gela è stato oggetto sia di una valutazione preventiva da parte delle Autorità Amministrative competenti in fase di rilascio delle autorizzazioni necessarie ad operare, sia successivamente, nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo svolte dagli Enti preposti. Tutte le analisi effettuate hanno sempre confermato l’osservanza delle norme, disposizioni e prescrizioni impartite per la corretta gestione delle attività industriali e in particolare, in relazione al rispetto delle norme in materia di emissioni in atmosfera, scarichi idrici e bonifiche.
I risultati delle indagini ambientali realizzate dagli Enti pubblici competenti sulle matrici ambientali circostanti lo stabilimento confermano l’assenza di un inquinamento diffuso nell’area e soprattutto di rischi per la popolazione della città di Gela.
Eni si affida con assoluta serenità all’operato della Magistratura e alle sue decisioni, collaborando con gli organi inquirenti con correttezza e serietà.”