Eni: sciopero dei lavoratori. No alla svendita della chimica, la società rispetti i patti

“È in gioco il futuro industriale di questo Paese, sono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro”. Questo quanto dichiarato dal segretario Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, aggiungendo che per la sua sigla sindacale “è sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Eni”. Oggi  la terza volta in due mesi infatti i lavoratori del Gruppo Eni e della Saipem stanno iincrociando le braccia per otto ore in tutta Italia per lo sciopero unitario indetto da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. I dipendenti dell’Eni manifestano a Roma, in Piazza S.S. Apostoli con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo. La protesta si spinge da Porto Torres a Gela. “L’obiettivo della mobilitazione è contrastare la prospettiva del ridimensionamento del cane a sei zampe in Italia”, ha sottolineato  la Cgil. I lavoratori si sono fermati  fermano per protestare contro la cessione di Versalis, ex Enichem, e società di chimica verde, a un fondo di investimento americano. I sindacati chiedono di riaprire il tavolo al ministro eun intervento da parte della Cassa Depositi Prestiti . La protesta serve anche  per ricordare proprio al governo che “la filiera chimica, con la siderurgia e l’alluminio sono essenziali per il sistema industriale e in particolare per quello manifatturiero. L’Italia -evidenzia- è la seconda industria manifatturiera in Europa, la seconda nella chimica. Come si può pensare di svendere? In Germania, che ha la prima industria manufatturiera in Europa, non hanno mai pensato di vendere nè la chimica nè la siderurgia”. I sindacati bocciano in particolare il piano dell’Eni che prevede la dismissione della chimica e del sito di Gela, una riduzione della capacità di raffinazione e la cessione sia di Saipem che di Gas & Power. “Noi continuiamo ad essere contrari al fatto che l’Eni possa svendere la sua chimica e che possa avere intavolato una trattativa con un fondo, Sk Capital, che non ha i requisiti per rilevare una quota di Versalis”,  ha detto il segretario generale della Filctem Cgil, Emilio Miceli. Giuseppe Farina, segretario confederale della Cisl,  ha chiesto  il rispetto degli impegni presi dall’Eni due anni fa:  “Non è serio dopo due anni improvvisamente sostenere che non ci sono più le risorse e rimettere in discussione gli accordi. Gli impegni vanno rispettati e l’Eni deve completare il suo riposizionamento con la chimica verde”. Insomma, conclude Farina, “il governo deve decidere che fare della chimica italiana e svenderla è una opzione sbagliata”.

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