Ennesima auto in fiamme. Quasi 40 gli incendi da inizio anno

Siamo arrivati a quasi 40 auto le bruciate dall’inizio dell’anno. Le ultime quella di ieri notte: una parcheggiata in via Picasso e una nel quartiere Settefarine,  anche in questo caso vi sono indagini in corso sulla causa. La variegata tipologia di vittime, dalla casalinga al professionista, dall’operaio al disoccupato o studente, rende difficile capire i motivi che stanno dietro ad un incendio di un mezzo, fenomeno tra l’altro diffuso da sud a nord. Il comandante Valerio Marra dei Carabinieri, ci aveva detto in un’intervista rilasciata per il nostro giornale poco tempo fa di possibili casi di autocombustione, ma anche di rivalsa a seguito di liti familiari. Le vittime spesso sanno chi possa essere l’artefice dell’incendio doloso, ma non rivelano mai l’identità. Tra l’altro nel resoconto fatto dai Carabinieri di Gela per il 2014, si era chiaramente messa in evidenza una diminuzione del fenomeno. Però nel 2015 sembra che fino adesso vi sia una controtendenza. Chiedendo a dei giovani che attualmente sono “ospiti”, nella casa circondariale di Balate, sulle cause di questi fuochi della notte, in molti vi è una risposta “la noia”. Sì perché spesso è la mancanza di valori culturali, la mancanza di un impegno come il lavoro che spinge i giovani  a creare danni , una sorta di ribellione che si attua non solo appiccando il fuoco alle auto, ma anche danni minori come quelli di rubare i cerchi copriruota, dal valore irrisorio. Andando in giro si scopre che sono tantissime le auto che ne sono privi. Oppure quello di danneggiare il bene comune. Una tendenza che ha preso piede tra i giovani, è quello di deteriore un bene pubblico e poi filmare interamente l’azione, da pubblicare sui social network.