Era a Dacca, con gli italiani sgozzati dal commando “Isis”, una donna “gelese”

Era lì nella città in cui è avvenuto il massacro da parte di quei giovani “affiliati”  Isis.  Scampata alla morte è una donna che ha vissuto a Gela per molti anni, e che si trovava a Dacca. Lei ben conosceva i  nove suoi amici che hanno perso la vita, sgozzati dalle armi affilate di quel commando che alle ore 21:00 (ore 3:00 locali) di venerdì 1 luglio, ha fatto irruzione all’Holey Artisan Bakery, al grido di ‘Allah Akbar’, Allah è grande. 
“Carissimi amici c’è stato un attentato qui a Dhake in un ristorante molto conosciuto Holaey bakaru, 10 nostrti connazionali sono in ostaggio…un momento molto brutto,  e inaspettato, molte sirene, siamo appena tornati al club, ma siamo molto preoccupati per i nostri amici”. Questo aveva scritto la donna, subito dopo aver avuto la notizia dei suoi amici tenuti in ostaggio. 
 Le nove vittime italiane, rappresentano nove storie e  nove vite che si sono intrecciate la sera del primo giorno di luglio intorno ai tavoli di un caffè di Dacca, in quel clima un po’ spensierato e un po’ nostalgico di tutte le comunità di espatriati. 
Le storie delle nove vittime italiane della strage in Bangladesh che hanno quasi tutte un denominatore comune: il business del tessile, il richiamo del cotone a buon mercato e della manodopera a basso costo che ha portato l’etichetta del «made in Bangladesh» sul collo di milioni di capi di vestiario disegnati nel Italia.
 “Ricordo come fosse ieri quando scherzavamo Adele ..Simona così giovane …Marco bonaccione ….Claudia altruista al massimo …i perché sono troppi”. Ha scritto la donna nel suo profilo Facebook. 
Nella foto Simona e Adele, in una foto  postata su Fb. Simona aveva appena 33 anni, era originaria di Magliano Sabina. Adele, catanese, avrebbe fatto ritorno a casa l’indomani, “donna buona, solare che amava il mare”. E ancora Marco, giovane imprenditore del settore tessile, Claudia di Torino, il cui marito è riuscito a scampare al massacro. Cristian Rossi managere della società Benardi. Nadia managing di Studio Ten Limited. Morti anche Claudio Cappelli, Maria Riboli e Vincenzo D’Allestro, di origini campane ma nato in Svizzera, 46 anni, abitava con la moglie ad Acerra ma era quasi sempre fuori per lavoro, anche lui nel settore tessile.