Escavazione porto: che fine farà la sabbia rimossa? Apertura delle buste l’11 maggio

Verranno aperte l’11 maggio prossimo le buste delle società che hanno partecipato alla gara di realizzazione della escavazione del Porto rifugio di Gela, ma ancora oggi tanti sono i dubbi sollevati dal Gruppo di Lavoro che stamani si è riunito in ufficio di Presidenza per volontà del presidente del consiglio Alessandra Ascia. Che fine farà la sabbia rimossa con lo scavo?

Perchè finanziare il lavoro prelevando la somma di 500 mila euro dalle compensazione Eni che dovranno essere destinati alla riqualificazione del Porto?

Questi alcune domande che si sono fatti i consiglieri presenti. Il problema più grande è quella della sabbia che una volta rimossa, per permettere alla imbarcazione di utilizzare quel tratto di mare in cui si procederà con l’escavazione, potrebbe rischiare di diventare un rifiuto speciale da smaltire. Con quali somme?

“Il timore è che con l’escavo con la spiaggia spostata, potrebbe rimanere oltre 60 giorni. Noi vogliamo la rassicurazione che la caratterizzazione venga fatta entro 60 giorni e che la sabbia non diventi rifiuto che rischia di incrementare la spesa per il suo smaltimento in una discarica speciale “. Questo quanto affermato dal deputato del Pd Giuseppe Arancio.

Un dubbio sollevato da tutti i presenti alla riunione di stamani. Altri dubbi sono stati posti avanti dal consigliere di Movimento Cinque Stelle Virginia Faruugia e dal consigliere di Forza Italia Salvatore Scerra.

“Perchè prelevare i soldi dalle compensazioni per eseguire questo lavoro?”

“Si tratta di un lavoro nato dalla approvazione della Determinazione U.T.C. n.191 da parte della Protezione Civile, che dovrebbe assumersi anche l’onere finanziario” . Ha detto il consigliere Virginia Farruggia che teme che la cifra sottratta dalle compensazione possano essere una scusa per non procedere dopo con i lavori di riqualificazione del porto.

“Il porto diventerà di nuovo merce di scambio sulla carta per la prossima propaganda elettorale”. Ha detto Virginia Farruggia, che ha affermaro che le autorizzazioni alla caratterizzazioni siano arrivate dal Ministero già a gennaio.
Il lavoro di escavazione permetterebbe ai pescatori e ai mezzi di soccorso di utilizzare il porto di Gela, ma a quanto pare la riqualificazione è ancora molto lontana. I 5.800.000 euiro l’Eni li ha stanziati, ma verranno elargiti solo a caratterizzazione ultimata.

A esprimere un parere positivo è stato il consigliere capogruppo del Pd Vincenzo Cirignotta, e l’onorevolo Giuseppe Arancio.
“L’escavo è una anticipazione dei lavori più grandi che sono quelli dei riqualificazione, è scritto nero su bianco nel decreto firmato alla Regione”. Ha detto Cirignotta.
“Dobbiamo dare ai pescatori la possibilità di riutilizzare il porto e muovere questa microecomonia legata la mare, io prenderei tale somma anche delle compensazioni, ma il rischio è che si arrivi al milione di euro per lo smaltimento della sabbia”. Ha detto l’on. Arancio.
Intanto la riqualificazione che doveva comprendere oltre al dragaggio completo del porto, la costruzione del braccio di ponente sembra che abbia perso quest’ultimo passaggio.
Alla riunione di oggi era presente anche Massimo Livoti presidente del Comitato del Golfo del porto di Gela.

Articoli correlati