Esclusivo/ L’INTERVISTA Fabrizio Ferrandelli: “I Coraggiosi a Gela che merita di più. Crocetta ha fallito, il Pd ormai è solo una macchina di potere.”

E’ ufficiale: Fabrizio Ferrandelli sbarca a Gela, nel regno che fu di Rosario Crocetta, Governatore della Sicilia, amministrata oggi dagli uomini di Beppe Grillo. Arriverà nelle prossime ore per definire i dettagli, per l’avvio di una struttura importante de “I Coraggiosi”, che metterà le radici in questo lembo di Sicilia. Accento lo ha intervistato in esclusiva e l’onorevole Ferrandelli non ha usato mezzi termini su Gela, sul Pd, sul Movimento 5 Stelle e sul suo futuro, quello del suo gruppo e sul futuro della Sicilia. Confermato che sul carro de “I Coraggiosi” saliranno Ignazio Giudice, segretario provinciale della Cigl di Caltanissetta e Alessandra Ascia, Presidente del Consiglio Comunale, ed una pattuglia di consiglieri e tante persone della società civile che aderiranno al progetto. In tanti hanno apprezzato il suo gesto dello scorso 19 luglio: ha lasciato la comoda poltrona all’Assemblea Regionale Sicilia, dopo lo scandalo Crocetta-Tutino: “devo dare l’esempio– ha dichiarato- i siciliani devono sapere che i politici non sono tutti uguali che la dignità vale più dei compromessi al ribasso e di una poltrona con stipendio all’Ars”. Ecco cosa ci ha detto senza peli sulla lingua e soprattutto, è quello che abbiamo apprezzato di più, senza utilizzare il politichese o i giri di parole.

Onorevole Ferrandelli è vero che nei prossimi giorni sarà a Gela per lanciare il suo progetto “I Coraggiosi”?

Sì, sarò a Gela. Una città importante, simbolica e soprattutto una città che merita di più. Racconteremo chi siamo e soprattutto cosa vogliamo fare e chiameremo a raccolta la Gela che ha coraggio.

Si parla dell’adesione certa del segretario provinciale della Cgil, il suo amico Ignazio Giudice, ma anche della Presidente del Consiglio Ascia e di una pattuglia di altri consiglieri, oltre che di tante persone della società civile…Cosa si aspetta da Gela?

Con Ignazio c’è una antica e vera amicizia così come con tante energie di Gela che in questi anni sono state messe ai margini da una classe politica che noi vogliamo superare. Chiunque vuole far prevalere la Sicilia del coraggio a quella della paura sarà dei nostri. Una cosa è certa: non ci interessano i reduci, noi cerchiamo pionieri. 

Nella città del Governatore Crocetta hanno vinto a mani basse gli esponenti del Movimento 5 stelle. Il partito democratico è dilaniato da lotte interne e non trova una strada. I Coraggiosi possono essere un’alternativa?

I coraggiosi nascono perché il Pd siciliano ha smarrito la sua ragion d’essere: occuparsi del bene comune. Si è trasformato in una macchina di potere guidata dagli eletti. Ha tradito il primo articolo del suo statuto e cioè quello che dice che il Pd è un partito degli iscritti e degli elettori. Noi non siamo l’alternativa al Pd, siamo l’alternativa a un sistema politico che è ben rappresentato dai 90 deputati all’Ars. E lì seduti ci sono anche i grillini.

Gela deve ritrovare un’identità dopo le scelte fatte dall’Eni. Con lo scontro politico in atto in città tutto sembra difficilissimo. Il suo gruppo contribuirà ad un’azione forte per il rilancio socio-politico-economico?

I coraggiosi di Gela sanno che non c’è rilancio né ripartenza se si utilizzano le vecchie categorie della politica o si rispolverano programmi buoni per tutte le stagioni. Noi sappiamo che abbiamo le carte in regola per governare la complessità e la modernità. Saremo coraggiosi anche a Gela e credo che inizieremo proprio da qui parlando alla Sicilia intera di “bellezza”.

Lei ha fatto la scelta, che nessun altro deputato regionale, ha avuto il coraggio di fare, di lasciare lo scranno all’Assemblea Regionale Siciliana, per tornare in mezzo alla gente e far partire una rivoluzione dal basso.  Come giudica i suoi colleghi, anche del Partito Democratico, che non l’hanno seguita? Pensa che il popolo siciliano abbia capito il suo gesto?

Le mie dimissioni sono state la logica conseguenza di un fallimento. Quello di Crocetta e di tanti che hanno creduto alla sua rivoluzione. Chi fallisce fa un passo indietro. Solo il presidente della Regione non lo capisce insieme ai 90 deputati. La rivoluzione si è trasformata in una involuzione politica, etica e morale. Il passo indietro l’ha fatto Lucia Borsellino. L’ho fatto io. Non è coraggio. E’ buonsenso, coerenza. Merce rara all’Ars. I siciliani non sono stupidi, capiranno chi è attaccato alla poltrona e chi ha i piedi saldi nella società. 

Pensa di candidarsi come prossimo Presidente della Regione Siciliana nel 2017. O pensa che la legislatura possa finire prima?

I coraggiosi saranno lo tsunami siciliano. In Sicilia i coraggiosi sono la maggioranza e porteremo questa maggioranza a governare le città e la regione. 

 

Chi è

Fabrizio Ferrandelli è nato a Palermo il 15 settembre del 1980, laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Palermo, dal 2003 dipendente della Banca Popolare Sant’Angelo.

Una storia d’impegno e di rappresentanza studentesca e politica cominciata già negli anni del liceo, al Vittorio Emanuele II. Non ancora ventenne, diventa coordinatore a Palermo del Movimento Umanista sostenendo numerose campagne sulla libertà d’informazione e fondando i giornali indipendenti «DiversamenteUguali» e «Cuba-Calatafimi».

Come coordinatore delle attività in Sicilia ha organizzato e sostenuto il «Comitato SiciliaSenzaPonte», combattendo una strenua battaglia per uno sviluppo reale e sostenibile della Regione.

Nel 2005 fonda l’associazione di volontariato «SicilianaMente» che nel tessuto cittadino, ma anche all’interno dell’Ateneo palermitano, ha promosso la cultura siciliana intesa come espressione del dialogo tra le diverse realtà presenti nel territorio.

Nel settembre 2005 fonda il Centro delle Culture UBUNTU che si occupa di attività diurne per l’infanzia a rischio e di servizi per il territorio: sportello ambulatoriale, sportello legale, assistenza psicologica e sportello d’ascolto, scuola popolare per il conseguimento della licenza media e per l’apprendimento dell’italiano.

Nel maggio 2007 viene eletto consigliere comunale a Palermo e poco dopo diventa Capogruppo dell’opposizione. La sua attività nel sociale continua anche all’interno di Palazzo delle Aquile affrontando e battendosi in prima persona insieme alle tante famiglie di palermitani e palermitane per la difesa del diritto alla casa e dei tanti diritti negati.

Tante le vittorie conseguite durante gli anni di opposizione: blocco del raddoppio addizionale irpef; blocco dell’aumento TARSU 2009 e 2010; erogazione bonus sociale; pagamento arretrati comunità alloggio per minori e disagio psichico; abbonamenti gratuiti ai mezzi pubblici per disabili e anziani nel 2009; pagamento assistenza continuativa; sanatoria per errori formali sul bando di integrazione all’affitto per l’anno 2010; erogazione assistenza economica; soluzione abitative per decine di senza casa; utilizzo di 50 nuovi compattatori per la raccolta rifiuti acquistati e abbandonati nel deposito di Partanna; sblocco dei fondi per trasporto disabili; sblocco delle procedure per l’accesso a diversi milioni di euro di Fondi Sociali Europei per adeguamento delle scuole cittadine.

Nel 2012, spinto da movimenti e associazioni cittadine, si candida e vince le primarie del centrosinistra, diventando il candidato sindaco della coalizione. Guadagna il ballottaggio della quinta città d’Italia e ottiene oltre 60.000 preferenze.

Nello stesso anno, viene eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, come indipendente all’interno delle liste del PD, e risulta essere il candidato più votato della città di Palermo. Si è dimesso lo scorso 19 luglio da Deputato Regionale.