Ettore Majorana non fu ucciso, ma scomparì volontariamente

Ettore Majorana era vivo tra il 1955 e il 1959 e si trovava volontariamente nella città venezuelana di Valencia. È quanto ha accertato la Procura di Roma che, quattro anni fa, aprì un fascicolo sulla scomparsa dello scienziato che lavorò con Fermi alla realizzazione dei principi della bomba atomica, scomparso misteriosamente nel 1938. Di quel fascicolo adesso si chiede l’archiviazione. Dunque, nessun omicidio o suicidio per Majorana, come avevano indicato parenti e conoscenti al tempo. Per la Procura di Roma il fisico catanese, spaventato dalle sue scoperte sull’atomo, decise di sparire senza lasciare più tracce. La fondatezza di questa ipotesi venne già accertata alcuni anni fa dal Procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani grazie al ritrovamento di una foto scattata in Venezuela proprio nel ’55 e analizzata dal RIS. L’immagine ritrarrebbe un tale signor Bini, emigrato italiano, insieme a Francesco Fasani, meccanico, vicino a uno sportello di cambiavalute. Effettuata la comparazione, i tratti somatici di Bini risultarono perfettamente corrispondenti e sovrapponibili a quelli di Majorana. A conferma di tutto questo anche una cartolina che Quirino Majorana, zio di Ettore e altro fisico di fama mondiale, scrisse nel 1920 a un americano, W.G. Conklin, trovata dallo stesso Fasani nella vettura di Bini-Majorana.

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