Fabio Nicosia: aderire alla “Carta dei Vespri siciliani dello sport”, per contrastare i tagli regionali

Il governo regionale continua a tagliare. La scure ha colpito drammaticamente le attività sportive e le società che militano nei campionati di vertice. Sempre più difficile da organizzare manifestazioni sportive per carenze di fondi. I tagli sono arrivati fino all’80-90%. I comuni sono stati abbandonati al proprio destino, in special modo dopo la soppressione delle province regionali. Anche i Coni piuttosto che rappresentare i reali bisogni dello sport siciliano, asseconda la logica del risparmio e dei tagli. Per tale motivo si rende necessario fare sistema tra le società sportive. A questo già sta pensando la provincia di Ragusa, che con Catania e Siracusa sta cercando di coinvolgere altri territori siciliani, per organizzare società in grado di promuovere grandi iniziative. Altrimenti si rischia di far sparire la parola sport dalla Sicilia. Il grido di allarme è stato lanciato da Fabio Nicosia, ex consigliere provinciale di Ragusa, che si è fatto promotore della Carta dei Vespri Siciliani dello Sport, un documento di forte rivendicazione, ma anche di proposta e programmazione che deve essere patrimonio di tutte le società sportive isolane che condivideranno, ma anche di sindaci e amministratori che la vorranno sottoscrivere. “I settori giovanili delle varie discipline sportive – ha detto Fabio Nicosia – rappresentano la terza agenzia educativa dopo la famiglia e la scuola. Non è ammissibile che questi centri di socializzazione si abbandonino al proprio destino quando invece dovrebbero essere potenziati e sostenuti nella ricerca della qualità dell’offerta formativa e  della sicurezza e confort dei luoghi di allenamento”. Obiettivo dei Vespri Siciliani è stimolare la sensibilizzazione nei confronti della sport, da parte del governo regionale, e la richiesta di una nuova legge, al posto delle L.R 8 e 31, che possa sostenere le società sportive in tutte le loro espressioni, da quelle di vertice, che promuovono l’immagine della Sicilia, a quelle che impegnano migliaia di atleti dei campionati minori. La stessa legge dovrebbe prevedere la realizzazione di grandi eventi nazionali e internazionali, in cui si possa abbinare spettacolo e promozione sportiva. “Con ‘attuale legge 2 – ha sottolineato Nicosia – le manifestazioni che vengono inserite nel calendario regionale registrano l’assegnazione del contributo regionale dopo la fine delle stesse, che senso ha?”. La Sicilia è esclusa finora da grandi manifestazioni sportive, come il Giro d’Italia che segna più di 2000 presenze al giorno. Finora le opere faraoniche che sono state realizzate hanno solo portato grandi spese, non giustificate dalla utenza reale. “Ci si orienti – ha asserito Nicosia – alle esigenze reali e non a quelle degli affari di mafia e appaltatori : impianti di gioco di quartiere , tensostrutture , palestre e piccoli palazzetti dello sport idonei allo svolgimento di gare e pubblici spettacoli con una capienza massima di 1000/ 1500 persone . Tutti gli impianti sportivi siciliani devono essere resi sicuri , attraverso la dotazione di un defibrillatore”.

 

 

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