Facciamo in modo che non vinca il “Partito degli assenti”

Sebbene sia arrivato il grande giorno, la  campagna elettorale continua imperterrita, sia con messaggi inviati tramite what’sup, sia sui social network. ed è così che qualche candidato cerca di recuperare gli ultimi voti. Ma in molti regna una grande confusione, o meglio una sfiducia che fa prevedere un 40% di astensionismo dal voto. Ma per  essere cittadini responsabili, bisogna andare a votare, in quanto questo atto oltre ad essere un diritto è anche un dovere. Questo diritto-dovere è l’elemento fondamentale della responsabilità di ogni cittadino, che deve scegliere coloro che lo rappresentano e che decidono dell’avvenire della sua città, mettendo il suo voto nelle urne elettorali sceglie gli “uomini” e i “programmi” in cui egli ripone la sua fiducia. Negli ultimi anni dilaga sempre più la sindrome del l’astensionismo tanto da non rappresentare più una quota residuale di elettorato indifferente e non partecipativo, anzi c’è un pezzo crescente di non-voto che è diventato il vero partito che guida il nostro paese.
Ma i politici si sono mai chiesti quali sono le cause dell’astensionismo?  C’è una buona parte dei non-votanti che si definisce attiva astenendosi nel votare, sono coloro che non sanno più a chi appellarsi e da chi farsi rappresentare, perché non si riconoscono più in nessuno schieramento.  Ricordate che chi non va a votare fa solo il gioco di coloro che vuole combattere e disertando le urne diventa loro complice.
Facciamo in modo che il 31 maggio e il 1° giugno  il vero vincitore non sia  “Partito degli assenti”.
 

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