Faraone fa visita a Samuele. Pellitteri: non ha visitato nè scuole, nè ha chiesto dei docenti e del dirigente

Esprime la sua delusione il dirigente scolastico del Liceo Classico e delle Scienze Umane Eschilo Gioacchino Pellitteri, sul mancato coinvolgimento delle scuole della città nella visita che il  Sottosegretario all’Istruzione, on. Davide Faraone, ha fatto ieri al piccolo Samuele. L’on. Faraon non ha chiesto nè del preside o dei docenti di Samuele, `ne ha visitato le scuole. Samuele, ragazzino autistico, ha conseguito la maturità al Liceo delle Scienze Umane, con il massimo dei voti. 
“Mi chiedo – riferisce il dirigente – quale senso delle istituzioni può avere un Sottosegretario all’Istruzione che non si interfaccia con la scuola nel fare una visita, anche privata, ad uno studente per i suoi successi scolastici? O forse non sa, il Sottosegretario della Buona scuola, che dietro, sotto, sopra, a fianco e nel successo scolastico di uno studente vi è, complementare e sinergico a quello di una famiglia splendida, il lavoro quotidiano di una scuola che programma, ricerca, sperimenta e attua percorsi non sempre semplici e lineari, come nel caso di Samuele, dalle cui difficoltà siamo riusciti a trovare opportunità e risorse per una prospettiva inclusiva? O forse non comprende, il sottosegretario all’Istruzione, possibilmente mal diretto dai suoi amici politici, che la sua visita, compiuta senza una rappresentanza della scuola, è una contraddizione in termini con la sua funzione istituzionale? 
Se, poi, è pubblica (e senza la scuola), la visita -non rivela sensibilità, prossimità e senso delle istituzioni, ma diventa un’occasione, apertamente maldestra, di sfruttamento a fine  politico e propagandistico dei problemi e del lavoro altrui”. 
“E dire – continua il dirigente – che, per consentirgli di fare in futuro altre visite per congratularsi con studenti come Samuele, di cose da comunicargli ne avremmo avute, e ne abbiamo,  parecchie (non ultimo il rispetto dovuto alla specificità di ciascuna scuola e della sua autonomia) e speriamo che, a breve, ce ne dia l’opportunità, magari senza tv e codazzi di amici di partito al seguito, al solo scopo di cercare soluzioni per migliorare la capacità della scuola di affrontare nel presente e nel futuro situazioni e casi come quelli di Samuele o di Giulia. Mi dispiace,  in questa vicenda, che quanti ne hanno curato in qualche modo la gestione in passato e sempre, da me e dalle scuole che ho avuto modo di dirigere sono stati trattati col rispetto che si deve a chiunque svolga, o abbia svolto, funzioni istituzionali.” 
“Noi  (io e l’istituto che dirigo) prendiamo atto con rammarico del comportamento altrui, che definire irrispettoso è eufemistico, ma continuiamo a svolgere il nostro lavoro e la nostra funzione educativa col senso istituzionale che ci appartiene, senza prendere esempio da chi il buon esempio ce lo dovrebbe dare senza, però, riuscirvi.”. Conclude il dirigente.