Faraone incontra gli operai dell’indotto di Gela

 

Il sottosegretario Davide Farone, oggi in visita a Gela, incontra una delegazione degli operai dell’indotto. A un anno dalla firma dell’accordo, il sottosegretario si farà carico delle lamentele di chi ha perso il lavoro, e vive di ammortizzatori sociali e di chi è stato costretto a emigrare. Il fine settimana appena trascorso é stato segnato dalla raccolta firme, per raccogliere adesione per la marcia per Roma, dove gli operai sia del diretto che dell’indotto chiederanno al Ministero dello Sviluppo economico, il lavoro e la salute . Tra le rivendicazioni, che i lavoratori  chiedono sono nuovi investimenti nel breve termine  e nuove realtà industriali. “Ci abbiamo messo la faccia e abbiamo tutta l’intenzione di risolverlo, siamo fiduciosi che si ripartirà presto”, ha detto Davide Faraone stamani. 

Agli operai dell’indotto Faraone dovrà spiegare  come mai quel modello Gela presentato e adottato da Renzi, lo  scorso 14 agosto, quando ha fatto visita a Gela, fino a oggi non ha esordito nessun effetto, se non disoccupazione, e rischia di mettere in ginocchio anche il commercio. L’accordo é stato firmato  il 6 novembre ma fino adesso  di Green Refinery ancora non se ne parla. Nel frattempo imprese  dell’ex Remosa, Comevo, Tukam e tante altre sono sparite e tanti operai si ritrovano ad avere una mobilità in scadenza. 

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