“Farello”, un cimitero abbandonato, è compito dei vivi prendersene cura

Da luogo di pace a luogo abbandonato, è questa la sensazione che si ha quando ci si reca a far visita ai propri cari al cimitero Farello.

Un degrado che rammarica e che non risparmia né la parte nuova né la parte vecchia dell’area cimiteriale. Ciò che si nota immediatamente è l’incuria degli spazi verdi, sporchi e trascurati, con fiori e cespugli spesso ad altezza uomo e portatori di insetti di tutti i tipi. Immancabili le erbacce lungo la strada e nelle scale, che rendono pericoloso il sali e scendi della gente, soprattutto degli anziani.

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A tutto questo, purtroppo, si aggiunge la carenza d’acqua che, specie durante la settimana, è una spiacevole costanza. Rubinetti a secco o danneggiati e i cittadini sono costretti a recarsi vicino alla camera mortuaria per riempire secchi e bottiglie. Ma i problemi non finiscono qui. Ci vorrebbero più cassonetti dell’immondizia ben dislocati in tutto il cimitero e bisognerebbe inoltre sostituire quelli rotti.

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A questo si aggiungono anche i gesti vandalici di coloro che, indisturbati, hanno agito e rubato le staffe che sostengono le lapidi di marmo dei defunti. Insomma, condizioni indegne per un cimitero che dovrebbe essere un “giardino della pace” e che rischia di somigliare ad altro. Spetta ai vivi prendersi cura di chi non c’è più, anche del luogo in cui abbiamo lasciato il loro corpo riposare.

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