Ferragosto all’insegna del cinema, al DonnaFugata Film Festival

Un ferragosto alternativo all’insegna del cinema, è quello a cui si può assistere stasera al Castello di Donna Fugata. Da stasera infatti prende il via la settima edizione del “DonnaFugataFilmFestival-L’isola come set”. Organizzato dal Cinestudio Groucho Marx e dalla Fondazione degli Archi, in collaborazione con la Fondazione Gesualdo Bufalino e Archinet Srl, il festival si chiuderà domenica 23 agosto. Un appuntamento imperdibile per i cinefili, visto l’alta qualità dei film che verranno mandati in visione e degli ospiti. L’apertura sarà all’insegna della multimedialità, con le performances tribali dei Tamburi di Harmattan e quelle poetiche delle Notti di Zima, oltre alla programmazione dei primi corti realizzati da autori siciliani, e alla copia restaurata del classico “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcock.
La sezione più densa di eventi, per il suo peso all’interno del palinsesto,  è lo ZodiacFilmFest, quest’anno dedicato al segno del Leone. Guest director del Festival è il regista Francesco Calogero, mentre il direttore artistico è Salvatore Schembari. L’Arena del Castello e quella del fossato saranno trasformate in sale cinematrografiche, dove si potrà assistere a 93 pellicole.
Le altre sezioni del festival sono dedicate alla Sicilia, alla videoarte, al cibo, alla musica, alla poesia. Il programma serale dell’Arena del Fossato, altro spazio suggestivo all’esterno del Castello di Donnafugata, dove si succederanno la striscia chiamata “La fossa dei leoni”, sarà tutto dedicato a drammatici confronti, e Hic sunt leones, in cui invece i film racconteranno incontri “fatali” , Sean Penn e Madonna (Shangai Surprise), Antonio Banderas e Melanie Griffith (Two Much), o semplicemente incontri proficui tra “leoni”: quello tra Wenders e la Bausch in “Pina”, tra David O’Russell e Jennifer Lawrence (American Hustle), Cameron e Schwarzenegger nel primo “Terminator”, Roman Polanski e il suo sceneggiatore feticcio Gérard Brach in “Repulsion”, Daniele Luchetti e il suo primo produttore Nanni Moretti, poi protagonista nel successivo “Il portaborse”, Sam Mendes e Kevin Spacey in “American Beauty” (un film in cui l’incontro è veramente “fatale”), per finire con Hitchcock, in cui viene tratteggiato il rapporto tra il grande regista inglese e la moglie (anch’essa del segno) Alma Reville, interpretata dall’austera “leonessa” Helen Mirren.
Ma il momento clou del DonnaFugata FilmFestival è certamente nel Cortile Grande del Castello, in cui si succederanno numerosi ospiti, presentati da un volto noto al pubblico cinematografico e televisivo, l’attore Claudio Botosso. Privilegiando il binomio Sicilia & Cinema, dalla sua primitiva storia produttiva fino alla cinematografia contemporanea, con uno sguardo attento e curioso verso le nuove piattaforme delle arti visive nate in Sicilia, la sezione ospiterà alcuni tra i principali filmmaker isolani: tra essi, Alessandro Aiello, Sebastiano Pennisi, Vincenzo Cascone, Alessandro De Filippo, senza dimenticare i protagonisti della Maratona di San Berillo, nella notte del 20 agosto: quattro doc, rispettivamente di Elena Russo, Carlo Lo Giudice, Edoardo Morabito, Maria Arena,  e un film (“Più buio di mezzanotte”, di Sebastiano Riso) per raccontare, da punti di vista molteplici, lo sventramento e la vita tormentata dello storico quartiere di Catania che ispirò la scrittrice Goliarda Sapienza.
Sono siciliani, ma anche “leoni”, i due ospiti di martedì 18: il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì, di cui verrà proiettato “La buca” (protagonisti Sergio Castellitto e Rocco Papaleo, anche loro “leoni”) e l’attore Alessio Vassallo, di casa nel ragusano dopo l’interpretazione di Mimì Augello nel “Giovane Montalbano”, e di recente brillante protagonista del divertente “Fino a qui tutto bene”.
Tutta dedicata alla critica, in particolare, a due grandi critici “leoni”, la serata del 19, con una breve intervista filmata ad Alberto Farassino, e un più lungo doc dedicato al siciliano Lino Miccichè dai figli, il regista Francesco e il produttore Andrea, da poco presidente del NuovoImaie (di cui si parlerà nel consueto spazio preserale). Ricordando due critici entrambi grandi estimatori del primo Moretti, sarà inevitabile chiudere la serata con l’esordio del maestro romano con “Io sono un autarchico”  nel giorno del suo 62° compleanno.
La serata di venerdì 21 i doc “Il sogno di Medea” di Vincenzo Cascone (dedicato a Giovanni Robustelli) e “Il gesto delle mani” di Francesco Clerici (dedicato a Velasco Vitali) ci ricordano che il DonnaFugataFilmFestival  nasce in una terra di grande vocazione pittorica, il celebrato gruppo di Scicli, a partire da Guccione e Sarnari, fino alle generazioni successive, e affida sempre a importanti artisti i manifesti del Festival: in questa edizione i tre pittori “leoni” Giovanni La Cognata, Arturo Barbante (che presenterà nelle sale del Castello anche la mostra “Re-Cibus”) e Salvo Catania Zingali (con la mostra “Movi(e)motion Cineclub Leone”).  A queste mostre si aggiungeranno “Geografie del cuore” di Fabio Salafia  e “Trasmutazione” di Almacesco. La serata sarà aperta dal doc “Lo stato brado” di Carlo Lo Giudice e chiusa dal poco noto “Hollywood Confidential” del regista e critico “leone” Peter Bogdanovich, a novembre nelle sale italiane con l’ultimo “Tutto può accadere a Broadway”.
Infine, sabato 22 agosto, prima dell’appendice domenicale con la maratona Kubrick, l’ultimo ospite del festival sarà l’attore “leone” Massimo Wertmüller, che presenterà il corto “Ad arte” (da lui anche diretto assieme ad Anna Ferruzzo) prima del film “Esercizi di stile”, quasi un inedito, quattordici episodi ispirati a Queneau, e diretti da vari registi. Assai più che un esercizio di stile si può considerare il film di chiusura “Boyhood”. Ospite del festival di qualche anno fa, il direttore della fotografia Lee Daniel raccontò al pubblico la scommessa del suo amico regista Richard Linklater: girare ogni anno, per dodici anni, alcune scene di un film, accompagnando la crescita di un adolescente (e dei suoi familiari). Finalmente completato, il DonnaFugataFilmFestival  mantiene subito la promessa di proiettare il film, sfruttando l’appartenenza di Linklater al segno del leone.
 
 

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