FestiWall, barocco-pop.

FestiWall. Vi dice niente questo nome?

Leggo, per caso, che a Ragusa, si svolge un festival annuale d’arte pubblica dal 6 al 18 settembre. Cinque grandi opere murali saranno realizzate da cinque grandi artisti di fama mondiale.

FestiWall vuole promuore e diffondere la cultura contemporanea tramite l’arte, la musica e laboratori formativi. Vuole donare un’esperienza sensoriale e di presa di coscienza del tessuto urbano in cui il cittadino vive e lo farà attraverso le facciate degli edifici del quartiere popolare  “Selvaggio” che per l’occasione si trasformeranno in tele da museo. Promotrice dell’evento è l’associazione Pandora.

Bene, di nuovo un’associazione a mettersi in gioco, a scommettere su una cittadina siciliana e a puntare all’Olimpo dei grandi eventi.  Di quell’associazionismo che funziona, che si spende è fatto questo evento, come tanti altri del resto.

Domani, ad esempio, ci sarà il Primo Palio dell’Alemanna. Leggo, sui social, di polemiche sterili volte a screditare l’operato delle tante associazioni che si sono impegnate nella costruzione di questo primo evento. Leggo di gente incapace di apprezzare gli sforzi di coloro i quali, con dedizione, si impegnano affinchè del nostro territorio non restino solo i beceri commenti dei passanti, dei distratti.

 Gela non è di certo una metropoli avanguardista, tantomeno ha una cultura votata alla sistemica conservazione e rivalutazione ma c’è ancora gente che crede nelle sue possibilità, c’è ancora gente che vuole darle opportunità. L’atteggiamento disfattista e perennemente polemico non aiuta di certo a crescere ma solo a svilire quello che le associazioni, con sacrificio e impegno, sono finora riuscite a fare. La passeggiata alle Mura Timolontee, il Prometeo incatenato, questo Palio, sono solo esempi di quello che le associazioni sono riuscite a fare. Si vuole rilanciare l’identità culturale di una città sempre più distratta, poco attenta al suo tessuto sociale, scarsamente vicina alla cultura, all’arte.

 Ma è più semplice muovere critiche, per lo più infondate, sul lavoro degli altri. Essere spettatori è facile.

 Vorrei, non solo io, ci si sporcassero di più le mani e se proprio non vi riesce di sporcarle, fatele schioccare.

agostino hyuro

satone evoca

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