Filippo Franzone: verificare i motivi dei ritardi di attivazione Utin e Ginecologia e Ostetricia di II livello al Vittorio Emanuele

Gela è l’unica città siciliana non capoluogo di provincia ad essere stata individuata , nel 2010, dalla Regione siciliana come sede di Utin (Unità Terapia Intensiva Neonatale) e Ginecologia ed Ostetricia di II livello, ma ancora questi reparti non sono stati attivati. Questo è quanto dichiarato da Filippo Franzone, promotore del Csag (Comitato per lo sviluppo dell’area gelese), che sottolinea come già nel 2010 siano stati acquistati i macchinari, tenuti conservati nell’ospedale gelese, e finora mai utilizzati. “Nel contempo – aggiunge Franzone – si è passati alla chiusura dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dei vicini ospedali di Mazzarino e Niscemi, senza alcun potenziamento serio dell’ospedale di Gela. Questo causa un danno economico per l’Asp Cl 2, in quanto le partorienti dei due comuni vicini, preferiscono i centri fuori provincia per mettere alla luce i propri figli”. Il Comitato a tal proposito ha inviato una lettera alle istituzioni nazionali e regionali preposte in materia sanitaria, e ieri  anche alla Procura della Repubblica del Tribunale di Gela. “Queste strutture oltre ad essere indispensabili per un territorio ampio e con un elevato  numero di nascituri – ha asserito Franzone – permettono una riqualificazione dell’intero ospedale, offrendo i giusti servizi a tutti i cittadini dell’area gelese”. Nella lettera il Comitato chiede “di verificare le cause della mancata attivazione, ed eventuali responsabili, che hanno comportato una migrazione sanitaria delle mamme dell’area gelese, con i conseguenti rischi e spese economiche sostenute”