Finisce il 2015, le associazioni animaliste stilano un bilancio: “Ancora tante le promesse da rispettare”

Randagismo esteso a macchia di leopardo in città, un canile comunale promesso in campagna elettorale di cui non si è più parlato, un centro di pet therapy che avrebbe dovuto aprire i battenti tra la fine di novembre e i primi di dicembre, com’era stato garantito dal Primo cittadino durante il corso di formazione, ma che ancora oggi non esiste, un centro di anagrafe canino inaugurato in pompamagna di cui ad oggi non è rimasto nulla o quasi.

È questo il drammatico bilancio “a quattro zampe” di questo 2015 che giunge ormai a conclusione, in cui l’unica nota positiva è stato il lavoro costante dei volontari animalisti sul territorio che hanno permesso ai randagi di essere adottati e trovare famiglie pronte ad amarli e a prendersi cura di loro. Una realtà che da una parte mortifica interi quartieri della città letteralmente invasi dai randagi che, nel corso di questa estate, hanno più volte seminato il panico con aggressioni in branco ai danni dei cittadini e dall’altra non offre gli strumenti e i mezzi a chi collabora gratuitamente per dare una mano ai trovatelli, compiendo di riflesso un servizio alla collettività. “L’auspicio per il nuovo anno – ha detto Max Greco, presidente della Lida di Gela – è che le parole della politica possano diventare fatti. Noi rimaniamo ancora in attesa del canile, il centro di pet therapy, l’anagrafe canina e il pronto soccorso per gli animali. Non demordiamo e continuiamo il nostro lavoro con coraggio”. Intanto, in vista dell’ultimo dell’anno l’amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza con cui ha vietato ai cittadini l’uso dei botti di capodanno.