Finita la “Festa del cioccolato”, gli organizzatori: “Perché tanta polemica? Non abbiamo tolto niente a nessuno”

Cala il sipario sulla “Festa del cioccolato” e, visto il rumore con cui è iniziata, farla finire nel silenzio sembrerebbe quasi scorretto.

Sono stati tre giorni che, per quanto criticati sin da subito, hanno attirato centinaia e centinaia di cittadini. Era dal periodo natalizio che non si vedeva così tanta gente in piazza il sabato sera, quasi ci volesse il cioccolato per far rivivere il cuore della città.

Il fatto che fosse un’iniziativa a costo zero per il Comune non è bastato a far felici i gelesi. In molti infatti hanno rimproverato la totale assenza di cioccolatieri locali, sebbene il cioccolato – ne siamo consapevoli – non sia una nostra specialità.

Si è parlato tanto ancora prima che la festa entrasse nel vivo, ma la voce che non si era ancora sentita è proprio quella di coloro che l’hanno organizzata. Cioccolatieri esperti provenienti da Como, Lecco e dintorni e qualcuno persino dalla Francia, accolti con entusiasmo ovunque, da Sciacca a Palermo e ancora Caltanissetta e zone limitrofe.

“A Gela non è stato così”. Questa la riflessione di uno di loro a poche ore dalla fine della manifestazione.

“Nulla da dire all’amministrazione – ha continuato – che ha accettato subito la nostra richiesta, dimostrandosi molto disponibile. Siamo arrivati avvolti da un polverone di polemiche, ma che cosa c’è di male o di sbagliato in quattro aziende che si uniscono e, autofinanziandosi, portano il proprio cioccolato nelle piazze di tutta Italia? Hanno detto che i cioccolatieri locali non sono stati coinvolti, ma chi è venuto? Perché iniziative del genere non sono mai state fatte prima? Dovevamo venire noi per scatenare la polemica? Non abbiamo tolto niente a nessuno. È tutto a spese nostre, anche per questo i Comuni sono felici di accoglierci.

Noi paghiamo i b&b in cui pernottiamo, noi affittiamo gli stand e paghiamo la luce che usiamo. Mai chiesto un euro a nessuno, viviamo di ciò che guadagniamo e quando una festa va male, pazienza, incassiamo il colpo e andiamo avanti in altre piazze. A Gela pensavamo di trovare un’atmosfera diversa”.

A fare da ciliegina sulla torta al loro malcontento anche il furto di cinquanta euro in uno stand durante la pausa pranzo. “A un collega sono stati tolti dei soldi – ha proseguito – è stato sicuramente imprudente lasciarli nella cassetta, ma non pensavamo potesse mai accadere nulla del genere. Ci è dispiaciuto”.

Le luci si sono spente stasera e i gazebo sono stati smontati, piazza Umberto I è tornata come sempre: vuota e silenziosa. Non sta a me dire chi abbia ragione, il mio compito è solo quello di raccontare le varie facce di una medaglia e dar voce a chi ha il bisogno e talvolta anche il coraggio di dire quello che pensa.

Una cosa è certa: il cioccolato ha sempre unito tutti sin da bambini. Una barretta è quel che si dà per compiacere i più piccoli o, ancora, sono di cioccolato i cuoricini che si scambiano gli innamorati a San Valentino. In qualsiasi parte del mondo insomma il cioccolato ha sempre messo d’accordo tutti.

Gela, anche stavolta, è riuscita a fare la differenza.

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