È finita l’estate ma continua l’emergenza incendi. Targa per i vigili del fuoco nisseni e ennesi

È stato consegnata ai Vigili del Fuoco di Caltanissetta ed Enna una targa di riconoscimento e benemerenza per l’attività di soccorso ed opera tecnica di spegnimento degli incendi boschivi e di interfaccia dell’Estate 2017. Il riconoscimento è stato consegnato nel corso della manifestazione “Urban Nature” svoltasi a Caltanissetta al parco Dubini domenica 15 ottobre.

La stagione estiva appena trascorsa si è rivelata particolarmente nefasta a causa degli incendi che per mesi hanno devastato il territorio regionale, provocando seri e ingenti danni sotto il profilo ambientale, economico e sociale e mettendo a repentaglio l’incolumità della vita umana e l’integrità di vaste porzioni di aree protette, compromettendone il patrimonio naturale e di biodiversità. E proprio nelle province di Caltanissetta ed Enna si sono registrati numerosi roghi, con conseguenze assai gravi in termini di superficie attraversata dal fuoco.

Ma l’ emergenza incendi che, a causa del caldo anomalo e secco, non è terminata e che è frequente nelle nostre campagne. Questo quanto sottolinato dal WWF Sicilia Centrale. È calata l’attenzione e, quindi, molti ne approfittano appiccando il fuoco nei fondi agricoli ed in quelli incolti. Afferma il WWf. In questo periodo in molti si sentono quasi autorizzati ad usare il fuoco per smaltire le stoppie o “pulire” i terreni incolti, prima delle lavorazioni agricole e delle semine autunnali ed invernali.

Il WWF ricorda che le stoppie dei campi coltivati, gli sfalci e i residui agricoli sono classificati come “rifiuti speciali derivanti da attività agricole e agro-industriali”, per i quali è assolutamente vietato lo smaltimento attraverso l’abbruciatura. E’ ammesso, secondo i regolamenti locali che ogni Comune ha emanato, solo la combustione di tali materiali se vengono preventivamente raccolti e selezionati “in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiori a tre metri cubi per ettaro”, sempre nel rispetto delle altre prescrizioni di sicurezza (distanza da boschi, strade e case, assenza di vento, ecc.).

“Dare fuoco alle stoppie e alla paglia direttamente nei campi, invece, è sempre una condotta illecita che integra il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzate – avverte Bonfanti, presidente del WWF Sicilia Centrale – previsto dal Testo Unico Ambientale, punito con la pena dell’arresto fino a 1 anno o con l’ammenda fino a 26.000 euro .

Oltre al danno ecologico per la perdita di biodiversità animale e vegetale, la combustione delle stoppie e della vegetazione agricola determina anche rischi sanitari non indifferenti, poiché si sviluppa il monossido di carbonio  e si liberano nell’ambiente altre sostanze dannose e tossiche. La pratica della bruciatura dei residui vegetali comporta, inoltre, l’immissione nell’aria di metalli e la volatilizzazione di prodotti fitosanitari (fertilizzanti, insetticidi, pesticidi, etc.) con i quali il più delle volte sono stati trattati i residui che vengono bruciati.