Finora solo parole. Operai dell’indotto fermano consiglio comunale e si prospetta un Natale tutt’altro che roseo

Nuovamente la protesta degli operai dell’indotto ha fermato il consiglio comunale. Non hanno più fiducia nell’accordo sottoscritto con l’Eni al Ministero dello Sviluppo economico. In circa duecento hanno concluso gli ammortizzatori sociali, e né l’intervento del sindaco, né quello del presidente del consiglio, Giuseppe Fava, é riuscito a demorderli. Vogliono fatti e non parole. Mancano ancora le autorizzazione da parte del governo nazionale e di quello regionale per procedere con i lavori per la riconversione, e non é stata nemmeno avviata l’area di crisi per la città, che attirerebbe investimenti. Secondo quanto dichiarato da Antonino Cacici dell’Ugl alla disoccupazione dei metalmeccanici  dell’indotto, presto si aggiungerà quella degli edili. Intanto tutte le aziende della raffinazione hanno messo i propri operai in cassa integrazione. Finora non si sono contattati i funzionari del  ministero del Lavoro, per dare agli operai la possibilità di ottenere la cassa integrazione straordinaria, fino a quando non inizieranno i lavori stabiliti nell’accordo, se si continua così, che Natale trascorreranno questi operai che sono  sul lastrico? ” L’accordo va bene solo a parole, ma nei fatti ha già prodotto i suoi effetti negativi, in quanto la politica non sta mostrando interesse a procedere velocemente alla riconversione” . Ha detto Cacici. Gli operai sono disperati, molti di loro sono sposati, con figli e, possibilmente anche il mutuo da pagare, e in questo momento vedono il buio davanti a loro. 

Tagged with: