Fipe Confcommercio contro Messinese: “Mai chiesti soldi, metta da parte l’arroganza”

“L’associazione ad oggi non ha mai chiesto contributi a nessuno, né tantomeno all’amministrazione comunale”. Ha risposto così Paolo Armando Grimaldi, presidente della Fipe Confcommercio Ascom Gela, a quanto dichiarato dal sindaco Domenico Messinese sul giornale “La Sicilia” del 22 febbraio.

Il primo cittadino infatti, in un articolo firmato dalla giornalista Maria Concetta Goldini, aveva affermato che “Confcomercio e Fipe non propongono nulla” e che “devono essere chiamati, imboccati dall’amministrazione, si deve discutere e, quando si arriva al dunque, per la sagra vogliono soldi, gazebo, suolo pubblico e chissà cos’altro che il Comune non può dare”.

Nulla di più falso, secondo Grimaldi.

“Come risulta dai verbali delle riunioni in cui siamo stati invitati a partecipare – ha continuato il presidente Fipe – abbiamo sempre dato la nostra disponibilità a concretizzare progetti proposti a costo zero. A tal proposito le ricordo che la sua amministrazione è venuta in Confcommercio Fipe a chiedere di pagare ottocento euro per la stampa di brochure fotografiche con lo stemma del Comune di Gela da distribuire ai turisti in visita in città, cosa che abbiamo fatto volentieri.

La informo che abbiamo deliberato un contributo per finanziare il Carnevale Gelese 2017. Sindaco, vada a verificare i contributi dati a dicembre del 2016 ad associazioni fantasma e ad associazioni al cui interno ci sono familiari della giunta.

La Fipe è un’associazione che raggruppa aziende presenti sul territorio che pagano le tasse per avere anche dei servizi, si autofinanzia con l’attivazione di corsi di formazione e con piccole quote di adesione e nessun organo, dal presidente al consiglio direttivo, prende contributi o stipendi per la propria prestazione. Sindaco – ha concluso Grimaldi – le auguro un buon proseguimento del suo mandato, le consiglio di stare sereno, mettere da parte l’arroganza ed essere democratico, i cittadini non sono accecati, semplicemente arrabbiati e non tutti possono condividere il suo modo di governare.

Le critiche si accettano, anche perché possono essere costruttive”.

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