Firmata l’area di crisi complessa per il sito industriale di Gela

L’area di crisi complessa per Gela non è più un miraggio. È di questi minuti, infatti, la notizia che il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha firmato il decreto di riconoscimento dell’area di crisi complessa per il territorio di Gela e delle aree di localizzazione delle aziende dell’indotto. Mantenuta, dunque, la promessa dello scorso 8 maggio in occasione della riunione alla quale avevano preso parte anche il Presidente della Regione Rosario Crocetta e il Sindaco Angelo Fasulo: a meno di due settimane è stato firmato il provvedimento che dà il via a un percorso di profonda revisione e trasformazione del sito industriale di Gela, come previsto dal protocollo del 6 novembre. “Il programma di sviluppo, che prevede investimenti fino a 2,2 miliardi di euro – si legge in una nota del Mise – si articolerà lungo le seguenti direttrici: produzione industriale di prodotti sostenibili partendo da materie rinnovabili (Piattaforma Green Refinery), con un intervento che a regime prevede l’impiego di quattrocento unità lavorative; realizzazione di centri di competenza in materia di sicurezza, con il coinvolgimento di centottanta risorse umane; politica organica di sviluppo delle attività upstream fortemente focalizzata sulla valorizzazione della risorsa gas; l’avvio di nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sul territorio della regione Siciliana e nell’offshore ad esso adiacente e la valorizzazione delle potenzialità dei campi già in esercizio, offshore e onshore. Queste attività genereranno nuove opportunità per il territorio nel pieno rispetto delle normative ambientali, azioni di risanamento ambientale, inclusa la bonifica delle aree ricadenti nel SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Gela. Per l’attività di risanamento ambientale – conclude la nota – è previsto l’impiego di trenta risorse umane a regime”.

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