Forza Italia Gela, Mancuso: “No a prime donne. Chi antepone i propri interessi a quelli dei cittadini perde di credibilità”

“Creare divisioni all’interno del centrodestra in questo frangente politico equivale a prestare il fianco a un’irrefrenabile corsa verso la sconfitta. Più volte ho invitato a ripartire dal tavolo del confronto e del dialogo, promuovendo candidature super partes, che permettano di uscire dall’assurda spirale fatta di provocazioni che sta solo esaltando la deriva populista. Che si torni a discutere di un serio e coeso programma di governo per il bene del territorio, piuttosto che dare adito a smanie di protagonismo, che non fanno altro che allontanare la gente dalla politica”. A riferirlo è il Coordinatore di Forza Italia per la provincia di Caltanissetta, onorevole Michele Mancuso, nel commentare la decisione degli ex consiglieri Totò Scerra, Sara Cavallo e Crocifisso Napolitano di seguire Pino Federico e lasciare Forza Italia.

“Di una cosa sono certo – prosegue – non si tratta di fuoriuscita dal partito perché in realtà, in tutta la loro vita politica, i tre ex consiglieri non hanno mai avuto la tessera di Forza Italia”. Il deputato regionale ha voluto anche rivolgersi all’Assessore Gaetano Armao in merito alle questioni locali. “Mi spiace constatare – commenta – che il Vicepresidente della Regione, che fino ad ora ritengo essere di Forza Italia, si rivolga alla Città come se appartenesse ad un altro partito.Invito tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti di Gela a mettere da parte il proprio ego.

Abbiamo una responsabilità nei confronti dei cittadini e degli elettori, ovvero garantire la svolta, a cominciare dalla grande opera portuale che vogliamo portare a termine. Per riuscirci, però, occorre coesione e lavoro di squadra, non prime donne che antepongono il proprio interesse a quello della collettività. Ribadisco il mio invito al dialogo in tutta la coalizione di centrodestra per lavorare a un’unica candidatura che non può che essere espressione per ognuno di noi, dei rispettivi riferimenti regionali”.