Foto dei minori nella pagina Facebook “Incubo” . Di cosa si tratta?

Tanti gelesi in queste settimane si sono visti condividere la foto dei loro bambini dalla pagina Facebook  Incubo, e tante i post per commentare l’esistenza di questa realtà virtuale accusata dai facebookiani di “rubare” le foro dei loro figli minorenni. Abbiamo deciso allora di dare un’occhiata al sito e di contattare gli amministratori, che non sono di Gela.
“Tanti utenti buttano informazioni sul web come fossero coriandoli. È questo quello che voglio denunciare. Io ci tengo a proteggere le foto dei bambini. Il web è pieno di gentaglia che usa quelle immagini per propositi non nobili: noi cerchiamo di remare contro”. Questa la loro risposta.
In effetti a ben guardare i loro post ci sono solo condivisioni, nessun “furto”di foto quindi. La pagina nata da poco tempo si è posta l’obbiettivo di dimostrare quanto le foto dei propri bambini possano diventare mezzi pericolosi nel web e che chiunque ha la possibilità di condividerle.

Gli amministratori della pagina trovano dei post sulle bacheche delle persone che hanno la privacy pubblica e condividono il post ai loro fans, circa 300 followers.

Questo ha suscitato molte polemiche dai genitori che si sono visti il loro post pubblico nel diario di Incubo. Ma il messaggio è chiaro: molte persone condividono le foto dei propri figli in buona fede, non badando al controllo della privacy, così che le rendono pubbliche e visibili non solo agli amici, ma anche a perfetti sconosciuti che potranno rubare quelle foto con secondi fini.

È importante impostare la privacy di  Facebook, così puoi  decidere di restringere il pubblico a precise persone, come solo a familiari e amici stretti, amici, amici degli amici o pubblico.

 Una pagina quindi che vuole preservare dai pericoli di Internet. Ma nonostante i tantissimi avvisi della Polizia Postale a non divulgare le foto dei propri figli perchè non cadano in mani sbagliate, purtroppo il fenomeno che non pare arrestarsi.

E sono ancora tante altre persone che non hanno idea di quanto possa essere rischioso pubblicare sul social network senza controllare chi può vedere le nostre foto o i nostri post.