Csag: Crocetta non rispetta la L.R. 15/15. Tradite finora le aspettative dei gelesi sul passaggio a Catania

Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta piuttosto che prendere  atto della volontà espressa dai consigli comunali di Gela, Piazza Armerina e Niscemi, con il referendum confermativo,  di passaggio alla Città metropolitana di Catania, si  propone altri obiettivi, come l’istituzione di nuovi Liberi consorzi, elargendo dichiarazioni che constatano le sue poche conoscenze della Legge Regionale 15/15. Questo quanto sottolineato da Filippo Franzone, portavoce del Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese), e che si riferiscono alle dichiarazioni fatte dal Presidente della Regione, domenica scorsa a Caltagirone. “La possibilità c’è, basta trovare un raggruppamento di Città con 150.000 abitanti e Caltagirone può avere quella autonomia di cui ha diritto”. Questa frase, pronunciata dal governatore siciliano, contiene delle inesattezze, in quanto, come asserisce Franzone, “per  la creazione di un nuovo Libero Consorzio occorrono 180.000 abitanti, e non 150.000 come citato dal Presidente, poi ci vuole la continuità territoriale, non bisogna quindi creare isole territoriali, le delibere a maggioranza qualificata uguali tra  tutti i comuni che, debbono anticipatamente indicare l’ambito territoriale, la delibera sottoposta entro sei mesi all’esito di un referendum confermativo. Il tutto deve svolgersi entro sei mesi dalla prima delibera”. Tra l’altro il Presidente dimenticha che  per Gela, Piazza Armerina e Niscemi, con le attuali Leggi, non può nascere nessun nuovo Libero Consorzio. “Neanche la politica regionale vede di buon occhio i cambiamenti territoriali, tant’è che ha legiferato due volte sull’argomento, nel vano tentativo di bloccare le scelte effettuate da queste coraggiose cittadine”, ha sottolineato Franzone che si chiede se il “Presidente diffidato, dai sindaci e dai comitati ufficiali, per non applicare la L.R. 15/15, cerchi  di distrarre l’opinione pubblica, omettendo ciò che la Legge prescrive”
 
Tra l’altro l’assessore delle Autonomie Locali, Luisa Lantieri, dopo la diffida, si è premurata a comunicare al Csag cosa fino ad ora sia stato fatto, e i Ddl per il passaggio territoriale di Gela e Piazza Armerina sono  stati inviati per le determinazioni della Giunta Regionale il 27 ottobre 2015, mentre  per il passaggio territoriale di Niscemi è stato inviato l’11 gennaio 2016.
 
Allo stato attuale, come prevede la Legge Regionale 15/15 il Governo regionale deve presentare all’Ars il disegno di Legge che prevede le modifiche territoriali ai liberi Consorzi comunali ed alle Città metropolitane. 
 
“Il Presidente Crocetta deve solo rispettare e seguire la legge, producendo il Ddl che prevede il passaggio territoriale ad altro ente intermedio dei comuni di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, deve  solo approvare il ddl di modifica dei territori. Altrimenti, il suo appare solo un tentativo di distrazione dell’opinione pubblica verso obiettivi, oggi, irraggiungibili. Lui deve solo applicare la legge 15/2015 attualmente in vigore. Diversamente, tradirebbe le legittime aspirazioni dei gelesi, piazzesi e niscemesi, omettendo un atto dovuto.” Ha messo in evidenza Frazone, sottolineando come i comitati ufficiali ed i cittadini dell’area siano pronti ad ogni tipo di reazione, contro coloro che vogliono tradire la costituzione, lo statuto, le Leggi e la democrazia.
Intanto, i Sindaci di Gela, Piazza Armerina e Niscemi, congiuntamente ai comitati  promotori, hanno inviato una missiva  ai presidenti dell’Associzione nazionale comuni italiani,   per chiedere un incontro. Nella lettera si chiede ad Anci di intervenire sul ritardo del passaggio territoriale delle quattro cittadine siciliane all’ente intermedio scelto, ritardo che sta causando un danno all’economia di queste cittadine, perché non possono programmare il loro futuro insieme ai comuni della Città Metropolitana di Catania.